Riforma Camere commercio: “Prioritario garantire il servizio alle imprese”
Lo chiede la Coldiretti: "Nella nostra provincia, l’ente camerale è un concreto punto di riferimento concreto a sostegno delle numerose esigenze di interesse generale delle 66 mila imprese"
Sì alla riforma delle Camere di Commercio, ma innanzitutto è necessario tutelare le imprese agricole, garantendo l’efficienza dei servizi.
Una principio prioritario per Coldiretti Varese che, attraverso il presidente e il direttore Fernando Fiori e Francesco Renzoni, sottolineano come “la riforma possa avvenire senza influenzare i servizi resi, che sono in gran parte basati su procedure telematiche. Serve innanzitutto riformare, razionalizzare e ridurre tutti gli enti del sistema (144 aziende speciali – 16 società di sistema 607 partecipazioni in società) e chiedersi quanta incidenza abbiano avuto 96 camere di commercio estere più 9 centri per il commercio estero in termini di esportazione e tutela del Made in Italy e in termini di sostegno per la comprensione ed analisi dei mercati internazionali”.
Il progetto di riforma delle Camere di commercio annunciato dal Governo continua dunque a far discutere: si punta a una “riscrittura dell’organizzazione territoriale e delle competenze del sistema camerale”, con riduzione di funzioni e accorpamenti.
La riduzione del numero delle camere (oggi ce ne sono 105) è la priorità senza la quale non si risponde alle richieste del Paese di riduzione dei costi della pubblica amministrazione e degli enti relativi, di semplificazione, di efficienza dei servizi.
“Posta la necessità di mantenere la rappresentanza dei quattro settori fondamentali tra cui prioritariamente quello agricolo. Il sistema camerale costituisce uno strumento utile per lo sviluppo delle economie territoriali, anche in ambito internazionale, e deve assicurare trasparenza, sicurezza e legalità dell’agire economico”.
Per Coldiretti, occorre inoltre dare attuazione al Rea (Repertorio economico amministrativo) strumento di trasparenza e riconoscibilità delle imprese negli scambi commerciali per realizzare un sistema terzo, unico per tutto il Paese, che renda disponibili informazioni utili alle imprese. Per rappresentare la loro reale consistenza e quindi valorizzare il Made in Italy; per essere consapevoli delle dinamiche concorrenziali e quindi avere maggior forza negoziale nei confronti di controparti economicamente più forti e con maggiori possibilità di accesso alle informazioni di mercato; per contrastare l’illegalità che si realizza anche attraverso la contraffazione.
“A Varese la Camera di Commercio funziona e ha un ruolo importante per la promozione dell’agroalimentare di qualità, che proprio quest’anno si è arricchito della nuova denominazione di origine protetta (Dop) per il Miele Varesino” sottolineano Fiori e Renzoni.
“Nella nostra provincia, l’ente camerale è un concreto punto di riferimento concreto a sostegno delle numerose esigenze di interesse generale delle 66 mila imprese che vi operano.
Oltre al costante e quotidiano impegno a sostegno dell’agricoltura prealpina, la Camera di Commercio è capofila nell’organizzazione di AgriVarese, l’annuale manifestazione che ogni anno valorizza l’agricoltura nel cuore della città, coinvolgendo decine di migliaia di visitatori e che quest’anno si terrà domenica 21 settembre”.
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