La protesta dei dializzati: pochi medici a gestire l’assistenza

Il reparto diventato con il professor Bono uno dei 7 centri lombardi per il trapianto al rene oggi soffre per la carenza di personale. I pazienti scrivono al Presidente Maroni

dialisi

Egregio Presidente Maroni,

Le indirizziamo la presente lettera in vista della ormai prossima riforma della sanità di Regione Lombardia.

Dopo una lunghissima attesa, siamo riusciti ad avere il nuovo reparto di dialisi presso l’Ospedale di Circolo di Varese; e di questo ne siamo relativamente contenti, visto e considerato che già al primo giorno è saltato il quadro elettrico in mezzo reparto e il giorno successivo sono stati i macchinari della dialisi a fare corto. Fortuna che i tecnici, gli infermieri, gli operatori sanitari e i medici sono riusciti, al solito, a fare un mezzo miracolo; mentre noi pazienti abbiamo dovuto fare i conti con un ritardo di un’ora e mezza.

Ma i problemi non sono affatto terminati – e nemmeno iniziati – quel giorno di una settimana fa. Infatti, abbiamo iniziato ad avere problemi già qualche anno fa, quando i medici con più anzianità di servizio sono andati in pensione e nessuno ha pensato di rimpiazzarli.

Ora, l’Ospedale di Circolo di Varese ha attualmente soltanto otto medici a coprire i turni tra dialisi, nefrologia e trapiantati di reni: questo ha creato non pochi problemi a tutti, anche perché i medici e gli infermieri hanno da seguire tutti i pazienti a ritmi altissimi e noi pazienti non riusciamo a comunicare con i medici nel modo migliore.

A questo punto, abbiamo presentato un reclamo al primario, Prof. Rombolà, il quale ha affermato che può solo operare con quello che ha.

Ciò che oggi ci fa rabbia è il fatto che ospedali come quello di Como e Lecco, i quali, tra l’altro, non hanno i trapiantati da seguire, hanno ben diciassette medici a coprire i reparti di dialisi e nefrologia. Varese, che al contrario è uno dei sette centri d’eccellenza della regione, invece, si trova a dover operare con solo otto medici.

Ci siamo chiesti per parecchio tempo il motivo di una situazione del genere; e in parte l’abbiamo capito, e molto chiaramente, nel momento in cui sono scoppiati gli scandali riguardanti i fondi al San Raffaele di Milano e quello riguardante il suo vicepresidente pochi giorni fa.

Tutto ciò ha inasprito ancor di più i nostri animi e Le chiediamo se davvero è possibile continuare in queste condizioni. Troviamo inaccettabile che le ultime quattro giunte regionali abbiamo giocato e continuino a giocare sulla nostra pelle! E troviamo che sia totalmente inaccettabile dover essere lasciati a noi stessi in questo modo!

Sinceramente, ci auguriamo che presto che questa situazione possa cambiare totalmente – e per il meglio per noi tutti. Del resto, tenga presente quanto costa alla sanità lombarda un eventuale errore; e non serve certo uno scienziato per capire che tagliare ulteriormente il numero dei medici non è la via da percorrere: non a caso, anche queste spese vanno a inficiare il bilancio stesso della sanità lombarda. Ma a questo, certamente, non avrete pensato. Come, dopo tutto, non avrete pensato che il costo annuo di un buon medico permette di razionalizzare i costi andando a intervenire tempestivamente sulla salute del paziente.

AugurandoLe di non dover mai fare i conti con una riforma di una classe politica troppo preoccupata a preoccuparsi di se stessa, porgiamo distinti ossequi.

I dializati dell’Ospedale di Circolo di Varese.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2015
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