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Il Frontaday fa il “pienone”

Tanti i lavoratori che si sono dati appuntamento a Ponte Tresa per l'assemblea dei frontalieri. Un momento di confronto con politici e amministratori locali

Frontaday Ponte Tresa

Posti a sedere esauriti e tante persone in piedi nella sala polivalente di Ponte Tresa dove questo pomeriggio i lavoratori frontalieri si sono dati appuntamento per discutere delle novità che potrebbero riguardarli a seguito dell’entrata in vigore dei nuovi accordi tra Italia e Svizzera. Il tam tam su Facebook delle scorse settimane, alimentato dal gruppo Frontalieri Ticino che conta circa cinquemila iscritti, ha portato all’organizzazione di un momento di confronto al quale sono stati invitati a partecipare politici, tecnici e rappresentanti delle amministrazioni locali, per discutere e confrontarsi. I promotori hanno invitato tra gli altri i consiglieri regionali Luca Marsico (Forza Italia), Alessandro Alfieri (Partito Democratico), Francesca Brianza (Lega Nord) Paola Macchi (Movimento 5 Stelle), Nicola Fieravanti (Assessore comune di Ponte Tresa), Maria Sole De Medio (Comunità montana) e Massimo Vuolo (commercialista).

Gli organizzatori hanno fissato come temi all’ordine del giorno le preoccupazioni riguardo al nuovo regime di tassazione sui salari dei pendolari in Ticino ma anche le novità in materia di assistenza sanitaria.

Non sono pochi infatti i frontalieri che, rivolgendosi alle Asl dei comuni di confine per servizi come il cambio del medico di base o il rinnovo della tessera sanitaria, si sono sentiti richiedere il pagamento di una quota integrativa che per alcuni ammonterebbe anche a più di duemila euro.

Il nodo della tassazione sui redditi rimane invece ancora da chiarire: il timore dei lavoratori è legato alle nuove norme che andranno a regolare le modalità per calcolare il prelievo fiscale sugli stipendi. La protesta dei frontalieri, culminata nel Frontaday, tocca poi il problema della rappresentanza della categoria.  Gli italiani che lavorano in Ticino – circa sessantamila dalle province di confine – vorrebbero essere maggiormente tutelati ma vorrebbero anche veder riconosciuta l’importanza del proprio lavoro. Negli ultimi anni, soprattutto sotto elezioni, sulla presenza dei frontalieri sono state costruite campagne elettorali dal tenore tutt’altro che politically correct, anche questo, unito all’entrata in vigore di normative spesso confuse o onerose, ha contribuito a diffondere il malcontento tra i lavoratori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2016
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Commenti

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  1. massimodettomaxime_rovera
    Scritto da massimodettomaxime_rovera

    Nessuno dice la ‪#‎verità‬. .
    I ‪#‎sindacati‬, i ‪#‎politici‬, gli ‪#‎amministratori‬, le ‪#‎istituzioni‬,l’‪#‎informazione‬. .
    MENTONO sapendo di Mentire!!!
    La politica ha sottoscritto il “‪#‎futuro‬” di tutti i ‪#‎lavoratoriitaliani‬ all’estero con residenza in Italia.
    PAGHERANNO LE ‪#‎TASSE‬ ALLO STATO DI RESIDENZA CON LE ‪#‎ALIQUOTE‬ DELLO STESSO.‪#‎STOP‬
    La ‪#‎confederazione‬ ‪#‎svizzera‬ non è ‪#‎colpevole‬, non ‪#‎interferisce‬ e non ha ‪#‎potestà‬.
    thinktankzonafranca.it
    ‪#‎zonafrancavarese‬ ‪#‎frontalieri‬ #svizzera ‪#‎thinktankzonafranca‬ ‪#‎cantonticino‬

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