Piccolomo è ancora sospettato di aver ucciso la moglie
La procura generale di Milano ha chiesto al Tribunale ancora 6 mesi di tempo per indagare. Pippo era in aula

Marisa Maldera aspetta ancora giustizia, o almeno questa è la convinzione del pg di Milano Carmen Manfredda. Il sostituto procuratore generale mercoledì ha chiesto ancora 6 mesi di indagine sulla morte della prima moglie di Giuseppe Piccolomo, deceduta in uno strano incidente stradale a Caravate nel 2003. Marisa fu uccisa dal fuoco. Pippo guidava, l’auto uscì fuori strada e si incendiò ma solo lui riuscì a uscire dall’abitacolo.
Secondo la dottoressa Manfredda ci sono nuovi elementi a sostegno dell’accusa di omicidio. Il magistrato ha richiesto nuove analisi sui resti della donna, per cercare di capire se fu drogata o stordita con un sonnifero.

(Giuseppe Piccolomo e la prima moglie Marisa Maldera)
CACCIA AL TESTIMONE
Inoltre si cerca un netturbino che si trovava al lavoro quella notte a Caravate. Il lavoratore avrebbe visto un uomo, mentre fumava una sigaretta accanto alla vettura. Il pm di Varese Luca Petrucci l’ha fatto cercare, nei mesi scorsi, ma non è riuscito a individuarlo e a questo punto non è chiaro se esista davvero. Il pm aveva chiesto l’archiviazione, ma la procura generale di Milano è intervenuta e ha tolto l’indagine a Varese. Il gip si pronuncerà a breve. Piccolomo era in aula e ha protestato. A suo dire i magistrati avrebbero parlato della sua attuale moglie senza il dovuto rispetto.
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