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Il Newton va tutelato: i docenti propongono una soluzione per l’Einaudi

Docenti e tecnici riuniti in assemblea ribadiscono la loro contrarietà al progetto della Provincia, sottoscritto dal dirigente, e propongono una soluzione alternativa

Isis Newton pezzo Livio

Docenti e assistenti di laboratorio dell’Isis Newton non cedono: il trattamento riservato alla scuola in cui lavorano da anni è penalizzante e metterà in difficoltà la futura didattica. Hanno così ribadito la loro contrarietà all’accordo tra il dirigente Marzagalli e la Provincia nel corso di una riunione sindacale da cui è scaturito un comunicato articolato:

«…I sottoscritti docenti dell’ISIS Newton riunitisi in assemblea sindacale allargata agli Assistenti Tecnici di laboratorio, nell’esprimere viva preoccupazione, precisano e dichiarano quanto segue:

Non si approva lo smantellamento  dei  due laboratori di Fisica e Chimica ex ITIS del Biennio che per importanza e memoria storica rappresentano un  patrimonio della collettività e che potrebbero  essere condivisi da  altre realtà scolastiche che ne sono prive, Einaudi in primis. Lo dimostra il fatto che negli anni passati si sono svolte in essi le prove pratiche di alcuni concorsi ministeriali  e di Enti pubblici. Questa scelta scellerata  di distruggere i due laboratori per reperire un paio di aule (che potrebbero essere ricavate in spazi di minor pregio) risulta difficile da condividere soprattutto dal punto di vista economico se  si pensa che qualche anno fa essi erano stati  ristrutturati con un cospicuo investimento da parte della stessa Provincia per l’adeguamento alle norme di sicurezza. Una situazione analoga discutibile economicamente si era già verificata tre anni fa con la distruzione della sala riunioni “Roncoroni”  allo scopo di ricavare due aule da destinare all’Einaudi, e la successiva ricollocazione in un altro spazio.

I quattro nuovi, (per la precisione riadattati),  laboratori di Chimica ex IPSIA dovranno essere ingranditi e quindi ridotti di numero se si vuole renderli fruibili e funzionali alle classi che possono arrivare fino a  33 alunni secondo le disposizioni contenute nel DPR 81/2009. E secondo le linee guida indicate dal MIUR essi dovranno comunque avere un uso specifico ed essere  integrati, secondo il  DM del 18.12.1975 sull’edilizia scolastica, da ambienti adibiti a preparazione, deposito magazzino, e studio insegnanti.

La tanto attesa  mini palestra, affettuosamente soprannominata palestrina, nascerà priva di adeguati  servizi e spogliatoi  e quindi la sua funzione ed uso saranno fortemente  limitati considerato  che la sua superficie sarà ben al di sotto dei 200 m2  previsti per le attività sportive dal  DM sopraccitato.  Il rischio concreto  di un utilizzo ancora più ridotto della palestra ex ITIS per l’arrivo  di ulteriori  classi  Einaudi con cui adesso viene condivisa,  renderebbe la presenza contemporanea di due classi (che già si verifica) non più l’eccezione ma la norma, a discapito di una seria didattica e dei  servizi e spogliatoi esistenti che si rivelerebbero insufficienti.

Non viene citata la costruzione di un’aula Magna, prevista sempre nei progetti iniziali  degli anni precedenti e poi  stralciata nelle successive varianti. La mancanza di tale aula lede il sacrosanto diritto previsto dal DLgs 297/94 (Testo unico sulla Scuola) dei Docenti a riunirsi nel proprio organo collegiale (Collegio dei Docenti) e degli studenti a riunirsi in assemblea d’Istituto,  e quello  previsto dal CCNL scuola che consente a tutti i lavoratori di riunirsi in assemblea sindacale. E’ fondamentale la partecipazione attiva e fattiva delle varie componenti alla vita scolastica e ciò si realizza sicuramente in questi luoghi e momenti di aggregazione e condivisione.

La cessione di aule all’Einaudi senza che la Provincia abbia  provveduto a costruirne altrettante da destinare al Newton, come era previsto nel primo accordo, ha portato alla situazione attuale di avere una sofferenza di circa 10 aule rispetto alle 60 classi in organico. Questo comporta conseguentemente un continuo spostamento delle classi al cambio delle ore di lezione sottraendo tempo prezioso alla didattica. Senza tenere conto che alcune di esse, allocate nel reparto officine tessili, sono tra loro intercomunicanti e quindi non idonee ad assolvere a tale compito. Inoltre, sempre secondo precedenti  accordi, dovevano essere ristrutturati i laboratori di elettrotecnica (attualmente uno solo funzionante su quattro disponibili), i laboratori tessili (in modo particolare quello destinato al corso OPA), mentre la ricollocazione del Laboratorio Tecnologico Materie Plastiche deve ancora essere completata, e la Biblioteca anch’essa smantellata  e ricollocata  in uno spazio molto più ridotto è ancora in attesa degli arredi.

chiedono:
Il mantenimento dei due laboratori di Fisica e Chimica ex ITIS del Biennio;
La ristrutturazione  efficiente e funzionale  dei laboratori di Chimica ex IPSIA ad uso del nuovo triennio di specializzazione ITIS Biotecnologie Sanitarie e del triennio IPSIA Produzioni Industriali (quest’ultimo corso andrebbe rilanciato anziché chiuso);
L’utilizzo seppure in condivisione con l’Einaudi della palestra ex ITIS;
La costruzione di un numero di aule a compensazione di quelle sottratte all’ISIS Newton in questi ultimi anni;
La sistemazione definitiva della Biblioteca, e dei laboratori di Elettrotecnica, tessile OPA, e Materie Plastiche;

ritengono
che questi lavori di riqualificazione rispondono solamente ad un requisito puramente metrico senza riguardo alla ricaduta che essi avranno sulla didattica che è la vera essenza e centralità del sistema scolastico;

auspicano
una maggiore considerazione da parte dei Dirigenti della Provincia verso un Istituto che ha formato e forma intere generazioni di Tecnici  specializzati che sono la linfa e la forza di quel  tessuto produttivo industriale ed artigianale ancora radicato nel Varesotto;

rivendicano
il  diritto ad avere le condizioni ottimali a poter svolgere una didattica di qualità in modo da trasmetterla doverosamente e responsabilmente agli studenti che ne potranno in tal modo usufruirne appieno e trarne indubbio beneficio;

propongono
in extrema ratio, per evitare la distruzione di ulteriori laboratori da trasformare in aule, di cedere all’Einaudi alcuni piani dell’Edificio F di via Zucchi e la riassegnazione al Newton dell’Edificio B di via Trentini. Questa scelta sarebbe la più logica e sensata in quanto consentirebbe all’Einaudi di avere un ingresso autonomo con relativa portineria e locali già predisposti ad ufficio, ed al Newton il mantenimento dei due laboratori di Fisica e Chimica. I soldi risparmiati dallo smantellamento  e ricollocazione dei suddetti laboratori potrebbero essere reinvestiti sulla costruzione di ulteriori aule in spazi poco utilizzati, e sui  laboratori di specializzazione che sono didatticamente il cuore pulsante di un Istituto come l’ISIS Newton che ad onor di memoria è l’unico Istituto della provincia di Varese facente  parte del “Club dei 15, associazione degli Istituti Scolastici dell’Innovazione Manifatturiera del centro-nord, e Polo Tecnico-Professionale della Regione Lombardia per la Meccanica e Meccatronica.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Marzo 2016
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