Cala il sipario sull’era Farioli, anche in sala consiglio

Ultimo bilancio consuntivo approvato in aula e discorsi finali per il sindaco e per il presidente del consiglio Cornacchia. Ai saluti finali anche molti consiglieri di entrambi gli schieramenti

farioli ultimo consiglio comunale 2016

E’ stato il consiglio comunale dei saluti quello che si è svolto ieri sera in aula consiliare a Busto Arsizio, l’ultimo dell’era Farioli che si chiude dopo 10 anni. Alcuni non saranno certamente più presenti a partire dalla prossima legislatura, come Francesco Speroni, Checco Lattuada, Walter Picco Bellazzi, Enrico Salomi, Marco Albertini, Ivan Catalano e Marco Cirigliano; altri ci riproveranno e altri ancora saranno nuovi.

Il sindaco ha tracciato il suo bilancio con molti numeri che certificano il calo dell’indebitamento da 62 a 23 milioni in 10 anni, l’avanzo di bilancio corposo (anche se in gran parte bloccato dai vincoli del Patto di Stabilità), una tassazione che non è aumentata e tante opere concluse.

Anche il presidente del Consiglio Diego Cornacchia ha portato i suoi numeri che si chiudono con l’atto numero 963 (l’approvazione del bilancio consuntivo): interrogazioni, mozioni, commissioni, delibere.

Molti i consiglieri di maggioranza che hanno voluto esprimere la loro gratitudine al sindaco uscente, a partire da Enrico Salomi (capogruppo di Forza Italia), Francesco Speroni per la Lega Nord, Paolo Genoni e altri.

Di segno opposto le conclusioni dell’opposizione con Alberto Rossi di Manifattura Cittadina che ha sottolineato come Busto sia una città peggiorata negli ultimi dieci anni e che di successi se ne possono vantare ben pochi. Anche Walter Picco Bellazzi non è stato tenero con la maggioranza pur riconoscendo che – su alcuni provvedimenti – il Pd ha saputo collaborare quando ha ritenuto che si stesse facendo la cosa giusta.

Calde e appassionate anche le parole del sindaco emerito Gian Pietro Rossi che ha sottolineato come si chiudano due ere in una «quella mia, ultimo rappresentante dell’Italian nuova uscita dalla guerra e dalla lotta partigiana, e quella nata sulle ceneri del ’92 che vide ad esempio l’ingresso del senatore Speroni qui».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2016
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