La chirurgia della mano si fa con il paziente sveglio

Innovativa tecnica adottata dall'equipe del dottor Dante Remo Tunesi. L'anestesia totale sostituita da una soluzione diluita di anestetico e di adrenalina

ospedale di magenta dottor tunesi

All’Ospedale “Giuseppe Fornaroli” di Magenta la Chirurgia della mano si giova dell’approccio “Wide-Awake”, ossia con il paziente sveglio

Dante Remo Tunesi, responsabile del reparto, spiega: « Le biotecnologie consentono trattamenti sempre più efficaci e sempre meno invasivi  in tutte le branche della chirurgia. Ma le vere innovazioni nel campo della chirurgia della mano non sono molte. Tra queste, una nuova modalità di approccio chirurgico alla mano e all’arto superiore è denominata ”Wide-Awake surgery”.  Tale tecnica rappresenta una vera evoluzione delle idee, poiché utilizza strumenti noti da tempo con modalità innovative per la soddisfazione del paziente e la qualità dei risultati.

Da circa tre anni, nella chirurgia della mano, sperimentiamo una tecnica che offre tempi di recupero e di ospedalizzazione più brevi e un maggiore comfort per il paziente: è l’approccio “Wide-Awake”, che consiste nell’anestesia locale senza sedazione né laccio emostatico, laccio che causava notevole fastidio al paziente, specialmente durante gli interventi di maggiore durata.

Per l’anestesia si procede ad iniettare localmente e molto lentamente una soluzione diluita di anestetico e di adrenalina. L’associazione di anestetico e adrenalina permette di effettuare interventi anche molto lunghi (oltre le 4 ore) cosa impensabile con l’anestesia locale classica. Inoltre questa tecnica controlla efficacemente il dolore dopo l’intervento, limitando molto il ricorso ai farmaci antidolorifici, con i loro ben noti effetti collaterali. “La Wide-Awake”, di origine canadese, ci consente di eseguire più del 90% della chirurgia della mano (a eccezione dei bambini in età prescolare, dei malati con problemi psichici e dei traumi maggiori). In collaborazione con il Servizio di Anestesia del nostro blocco operatorio abbiamo messo a punto un protocollo che estende questa pratica anche ai bambini in età scolare, se minimamente collaboranti. In presenza dell’anestesista, che effettua una sedazione molto blanda, questa tecnica permette al piccolo paziente di affrontare interventi normalmente effettuati in anestesia generale.

Oltre a facilitare una completa e corretta valutazione del trauma, ci permette di osservare da subito il ripristino funzionale, dopo il gesto di riparazione o correzione eseguito, mentre la persona compie il movimento richiesto, prima della sutura cutanea, rendendo possibili eventuali aggiustamenti chirurgici.

L’Ospedale di Magenta e gli Ospedali Riuniti di Bergamo sono stati pionieri nell’utilizzo di questa tecnica, oggi ancora poco conosciuta ma che sta guadagnando  sempre maggiori consensi».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Maggio 2016
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