Biglietto d’ingresso e solidarietà, l’ippodromo riprende a correre

Guido Borghi presidente della Varesina conferma l'aumento di capitale e il piano di investimenti per Le Bettole. «Il nostro ippodromo deve diventare internazionale»

Presentazione stagione dell'ippodromo delle bettole 2016

Tira aria nuova all’ippodromo di Varese. Per la prima volta, dopo vent’anni, la tradizionale conferenza stampa che annuncia la stagione estiva delle corse di galoppo, non è iniziata con l’elenco delle cose che non vanno. Guido Borghi, presidente della Varesina (Svicc spa), società che gestisce l’ippodromo delle “Bettole” di Varese, ha citato solo l’inconveniente della pioggia ma senza collegarlo, come vorrebbe l’antico detto, a specifiche qualità del governo, anche perché tra gli ospiti c’era il nuovo sindaco del Partito Democratico, Davide Galimberti, che ha presenziato fino alla fine.

A partire da giovedì 30 giugno, ci saranno alcune novità. Si tornerà infatti a pagare il biglietto di ingresso con una formula intelligente: 2 dei 5 euro del costo del biglietto potranno essere utilizzati o per una scommessa o per una consumazione. Sono inoltre previste alcune riunioni a tema. Si inizia sabato 2 luglio con una serata dedicata ai campioni dell’Ignis Varese, alcuni dei quali saranno presenti all’ippodromo. «L’iniziativa – ha spiegato Borghi – nasce dal fatto che la pallacanestro Varese di quegli anni è entrata nella Hall of fame della federazione italiana. Una serata importante per i varesini, che ripeteremo negli anni».

Alle Bettole sarà dato spazio anche alla solidarietà per sostenere l’associazione di don Vittorione, un vero simbolo della città per il suo impegno in Africa, come ha ricordato nell’occasione Angelo Monti, presidente dei Monelli della Motta. A sua volta, l’allenatore Bruno Grizzetti ha detto di voler devolvere tutto il ricavato dei premi guadagnati sulla pista all’associazione. La cifra raccolta sarà destinata alla costruzione di pozzi d’acqua nel continente africano.

Per il secondo anno consecutivo l’ippodromo di Varese proporrà l’ambulanza per cavalli, un servizio volontario nato da un progetto di Alessandro Centinaio, veterinario Fei e formatore del personale infermieristico. Le Bettole sono state il primo impianto a dare questo servizio, oggi richiesto anche da altre federazioni straniere.

In molti in questi anni hanno temuto che il galoppo varesino chiudesse i battenti per via della crisi che ha colpito tutto il settore. Se infatti negli anni d’oro l’ippica italiana dava lavoro a 40mila persone, con il taglio dei trasferimenti pubblici da parte dell’Unire (Unione nazionale incremento razze equine), un ente fondato nel 1932 e che oggi, per fortuna, non esiste più, tutto è diventato più difficile. Una parte della colpa è da attribuire anche agli ippodromi, alle relative società di gestione e agli operatori (allenatori e allevatori in primis) che hanno tollerato evidenti sacche di inefficienza economica del sistema. A tutto ciò bisogna aggiungere un dato fondamentale rappresentato dal calo vertiginoso delle scommesse, passate dai 3 miliardi e 269 milioni del 1996 ai 600 milioni di euro del 2015 .

All’inizio della crisi economica, cioè nel 2008, l’Unire destinava un quarto delle sue entrate, circa 120 milioni di euro, agli ippodromi e la metà del suo bilancio in premi ad allevatori e scuderie, altri 30 milioni di euro se ne andavano per il segnale televisivo (mentre negli altri sport sono le tv che pagano i diritti alle federazioni). Alla fine, con 469 milioni e rotti di entrate e un contributo pubblico di 150 milioni di euro, tirata una linea, rimaneva un deficit di 111 milioni di euro. «Per gestire questo settore  – spiega Borghi – servono circa 150 milioni di euro per tre anni, ma oggi nessuno vuole mettere 450 milioni di euro».

L’ippica italiana e quindi anche il galoppo varesino guardano con speranza a un nuovo progetto di rilancio che Galimberti ha confermato essere nell’agenda del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. «Il ministero – ha detto il sindaco – sta lavorando a un progetto di riorganizzazione dell’ippica in cui le società e gli ippodromi non sono più semplici soggetti che percepiscono contributi, ma diventano attori dello sviluppo del settore. Noi come Comune faremo di tutto per ascoltare le esigenze della Varesina e sostenere la crescita di questo impianto che aspira a diventare un ippodromo internazionale».

Guido Borghi in quanto presidente e azionista di riferimento della Società Varesina ha confermato di aver già messo mano al portafoglio per  fare investimenti sull’impianto e soprattutto per sottoscrivere l’aumento di capitale dopo i guai giudiziari di Salvatore Ligresti, azionista di maggioranza relativa della società con il 40%, ora sceso al 12%. «Abbiamo sottoscritto un milione e mezzo di euro  – conclude Borghi -. Paghiamo 40mila euro di affitto e altri 300mila euro di ammortamenti al Comune, di contro  lo Stato ci ha tagliato altri 230mila euro di contributi. Nonostante tutto ciò, sia quest’anno che il prossimo noi garantiamo lo svolgimento delle corse».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2016
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  1. Scritto da pierino

    Ma dove volete andare…!!! Volete richiamare gente, famiglie e stranieri e avete un sito che fa ridere con volantini che risalgono neanche all’anno scorso ma addirittura al 2013!!! Non avete la più pallida idea di cosa sia marketing e richiamo del pubblico!! La gente che va lì vuole scommettere, anche solo per gioco o per farsi due risate in compagnia…cosa vi ostinate a far pagare l’ingresso (anche se parzialmente stornato) che in questo periodo è solo un deterrente all’affluenza di persone…

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