A Gentiloni l’incarico di formare il nuovo Governo

Il ministro degli esteri ha ricevuto l'incarico dal presidente della repubblica Mattarella: con ogni probabilità guiderà un governo sostenuto dalla stessa maggioranza del precedente

Mattarella e Ban Ki Moon ad Expo

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è stato incaricato di formare il nuovo Governo Italiano, dopo le dimissioni di Matteo Renzi.

A nominarlo è stato, nel colloquio avuto alle 12,30 di domenica 11 dicembre 2016, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’annuncio è arrivato alle 13,15.

Gentiloni è già ministro degli Esteri dal 2014 ed era da giorni indicato dai giornali come probabile successore di Renzi. Guiderà con ogni probabilità un governo sostenuto dagli stessi partiti di quello precedente.

Il tweet del Quirinale

Gentiloni ha 62 anni ed è nato a Roma. Di educazione cattolica, negli anni Settanta prese parte al movimento studentesco entrando nel gruppo di Mario Capanna. Cominciò a fare politica all’interno dei gruppi della sinistra extraparlamentare, prima nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS) e poi nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, in cui il primo era confluito.

Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista.  Il suo primo incarico ministeriale arrivò con il secondo governo di Romano Prodi: dal 2006 al 2008 fu ministro delle Comunicazioni. In quel periodo partecipò alla fondazione del Partito Democratico. Ha ricevuto l’incarico di ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale nel governo Renzi nell’ottobre del 2014, per sostituire Federica Mogherini, diventata nel frattempo alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2016
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Commenti

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  1. Roberto Colombo
    Scritto da Roberto Colombo

    un governo guidato dal ministro Gentiloni, con la stessa maggioranza parlamentare dell’esecutivo Renzi, sarebbe la negazione del volere espresso dagli italiani domenica 4 dicembre, con il voto referendario.

    1. Scritto da Felice

      E’ prassi per un governo di transizione puntare alla formazione di un transitorio partendo proprio dal ministro degli esteri supportato dal partito che ha tutt’ora la maggioranza e che tutt’ora governa.
      E’ normale se si tratta di garantire la normale amministrazione per 3-4 mesi per poi passare al voto.
      Ma le polemiche strumentali ed il populismo becero sembrerebbero ormai i passatempi preferiti degli italiani.

      1. Roberto Colombo
        Scritto da Roberto Colombo

        “è prassi / è normale” sarà prassi e normale per Lei; dicendo che “è prassi / normale” Lei intende dare dignità alle Sue opinioni che invece sono rispettabili ma personali considerazioni. per evidenti ragioni, nessun governo nasce come “transitorio” o si definisce tale.

        nel merito, occorre aggiungere che Renzi ha messo la faccia sul referendum del 4 dicembre scorso e, essendo Renzi leader del Pd che è partito di maggioranza relativa in parlamento, perdendo Renzi ha perso tutto il Pd: il ritorno alle urne è consequenziale.

  2. Scritto da Gelo

    Certamente non si poteva andare subito alle elezioni:
    La maggioranza attuale deve avere il tempo di truccare le carte cambiando la legge elettorale per essere sicura di vincere.

    Ps:
    per chi avesse poca memoria l’Italicum è legge dal 2015 ed era stato fotissimamente voluto dal PD di Renzi.

  3. Scritto da Bustocco-71

    Sig. Colombo, si informi meglio sui quesiti del referendum di domenica scorsa.
    Questo è previsto dalla legge, questo si è avuto, per fortuna subito.
    Democrazia significa anche rispettare le leggi così come sono e non inventarsele…

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