La cena con delitto è in carcere: detenuti sul palco, ospiti detective

Successo per la prima edizione dell'apericena con spettacolo teatrale e giallo da risolvere. Si replica il 21 gennaio

Carcere Busto Arsizio

Una cena, un cadavere, sei sospettati e settanta detective. La “cena con delitto” è andata in scena martedì sera a Busto Arsizio in un ristorante molto particolare: quello allestito per la prima volta fra le mura del carcere.

Guidati dall’attrice e regista Elisa Carnelli, ormai storica presenza nella casa circondariale bustocca, il gruppo di attori ha messo in scena un perfetto “murder party” ispirato alla tradizione inglese.

L’idea di uno spettacolo pre natalizio diverso dal solito è arrivata dalla direzione e dall’area educativa dell’istituto. L’anno scorso la stessa compagnia teatrale aveva messo in scena uno spettacolo ispirato a Pirandello. Le prove sono iniziate a fine settembre e martedì settanta commensali suddivisi in squadre hanno cercato – e nessuno è arrivato alla  soluzione completa del giallo – di capire chi aveva osato commettere un omicidio in carcere.

Fra indizi e interrogatori, altre persone detenute hanno servito una cena preparata dagli studenti dell’Enaip di Busto. Una sorta di prova generale del progetto che partirà nel 2017: una scuola di cucina, gestita da Enaip, all’interno della Casa circondariale.

La cena con delitto è stata supportata in prima battuta dall’area educativa e realizzata grazie al lavoro degli agenti di polizia penitenziaria (che, ammettiamolo, un po’ si sono anche divertiti a dare qualche suggerimento di regia e a interpretare una piccola parte nello spettacolo). Il dolce è stato realizzato dal laboratorio aperto anni fa in carcere “Dolci libertà“. La serata ha segnato il debutto dell’associazione Oblò-Liberi dentro nata anche su iniziativa della regista. Proprio all’associazione andrà il ricavato della serata per continuare ad organizzare non solo attività teatrali/terapeutiche per le persone detenute, ma anche iniziative come questa che vogliono costruire un dialogo fra “dentro e fuori”.

«Quello che più mi emoziona ogni volta – racconta Elisa – è la voglia che i ragazzi hanno di mettersi in gioco e dare il massimo. Li vedo ogni volta curare i dettagli, indossare gli abiti migliori che hanno. Quello che vogliono dire è proprio “ci siamo ancora anche noi, non abbiamo smesso di esistere”. Se qualche buon ricordo di questo tempo trascorso in carcere resta, vuol dire che qualcosa da salvare di un periodo così duro c’è e da li si può davvero ripartire. Altrimenti rimane solo una parentesi da dimenticare senza nessun insegnamento».

Dopo il successo della prima serata, la cena con delitto verrà replicata in 21 gennaio (per informazioni: obloteatro@gmail.com). La speranza è di poter arrivare a creare una vera e propria rassegna. Le iscrizioni sono aperte per scoprire chi è l’assassino del delitto in carcere.

di valeria.vercelloni@varesenews.it
Pubblicato il 14 dicembre 2016
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