Convegno dedicato ai tumori della pelle in età anziana

Sabato 22 aprile, nell'Aula Michelangelo dell'Ospedale di Circolo, si svolgerà un convegno aperto ai medici di medicina generale

controllo nei melanoma

La popolazione anziana è in aumento, grazie all’allungamento dell’aspettativa di vita. tale allungamento, però, porta di per sé l’aumento delle patologie. 

Il rischio, però, è che la gestione di queste comorbidità porti a trascurare altre malattie che possono sembrare meno rilevanti.  E’ il caso, in particolare, dei tumori maligni del volto nei pazienti anziani, di cui si sta registrando una sempre maggiore rilevanza clinica.

«Per tumori cutanei ‘non melanoma’ (NMSC=Non Melanoma Skin Cancer) si intendono tutte le neoplasie non costituite da melanociti, ovvero da cellule pigmentate melanomatose. – spiega il dott. Alberico Motolese, Direttore della Dermatologia Varesina – Tutti i tumori non melanoma hanno subito un notevole aumento di frequenza negli ultimi decenni, e fra questi gli epiteliomi basocellulari (chiamati anche basaliomi) hanno raggiunto una incidenza variabile da 70 fino ad 800 nuovi casi per 100 000 abitanti ogni anno. I basaliomi rappresentano dunque circa l’80% di tutti i casi di NMSC, e si stima che in USA siano diagnosticati circa 1.4 milioni di casi ogni anno, rendendo questi tumori la forma più frequente di cancro della cute. L’incidenza in aumento è stata riportata sin dal 1960 dalla letteratura dermatologica, valutabile intorno al 2% annuo, in relazione alle zone geografiche ove le persone sono più esposte alle radiazioni solari».

Purtroppo, questi tumori, che colpiscono in gran parte gli anziani, proprio perché la loro pelle per più anni è stata esposta al sole, vengono spesso trascurati o diagnosticati e quindi trattati tardivamente. 

«Capita che in un paziente anziano la Medicina si concentri innanzitutto nel trattamento e nella gestione delle patologie croniche principali, come quelle cardiache e metaboliche,  – spiega il Prof. Luigi Valdatta, Responsabile della Chirurgia plastica dell’Ospedale di Circolo – trascurando o dedicandosi tardivamente a problematiche che all’inizio possono effettivamente apparire minori, ma che poi, con la prosecuzione della vita, acquistano sempre maggiore dignità clinica, sino a configurarsi come delle vere e proprie emergenze sanitarie a carico di una popolazione per definizione già più debole e sempre più spesso sprovvista di supporti socio assistenziali e familiari».

Ecco quindi spiegata la ragione principale del convegno che si svolgerà sabato 22 aprile, nell’Aula Michelangelo dell’Ospedale di Circolo,  per il quale sono già aperte le iscrizioni.

L’evento  si rivolge innanzitutto ai Medici di Medicina generale, per sensibilizzarli su questo tipo di patologie e per cercare di inquadrarne le più opportune dinamiche terapeutiche ed assistenziali.

«Purtroppo, una diagnosi tardiva di questo tipo di tumori, che all’inizio possono apparire anche solo con un puntino rosso in viso o una crosticina da cui si forma una piccola ulcera, – continua il prof. Luigi Valdatta – può avere effetti devastanti. Se infatti in una fase precoce il problema potrebbe essere risolto con una minima asportazione chirurgica, in fasi avanzate il tumore richiede interventi ben più incisivi, talvolta demolitivi, e spesso accompagnati da radioterapia o altre terapie comunque importanti e debilitanti, tanto più su persone anziane e quindi già fragili».

«A fronte di tumori come i basaliomi, che non creano localizzazioni a distanza, esistono anche altre forme di tumori non melanoma, meno incidenti, ma con possibilità di dare luogo a metastasi ed il cui approccio deve necessariamente essere più deciso. – aggiunge il dott. Motolese – E’ il caso, per esempio, degli epiteliomi spinocellulari, classicamente localizzati al cuoio capelluto, al labbro inferiore ed alle altre aree esposte alla luce solare. Altri tumori, molto più rari, sono rappresentati dai carcinomi a cellule di Merkel, chiamati anche carcinomi neuroendocrini, che colpiscono classicamente il viso (ma anche altri distretti), e devono essere trattati con terapie combinate (chirurgiche, radioterapiche ecc). Importanti novità vi sono nel range terapeutico di questi tumori, in particolare dei basaliomi, quali l’utilizzo della terapia fotodinamica (PDT) che può anche rendere non necessario l’intervento di asportazione chirurgica, ed è sicuramente una metodica incruenta e molto efficace».

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

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Pubblicato il 28 Febbraio 2017
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