Lidia Macchi, la Procura ringrazia i volontari per la pulizia del Sass Pinin

Lettera di merito al lavoro svolto dalla Protezione civile della Comunità Montana divisa in numerosi gruppi comunali

Avarie

Senza di loro non sarebbe stato possibile compiere le indagini per cercare l’arma del delitto che uccise Lidia Macchi il 5gennaio 1987, e per questo vanno ringraziati pubblicamente.

In una lettera firmata dal sostituto procuratore Generale Carmen Manfredda viene espresso da parte della Procura la gratitudine per il lavoro svolto dai volontari di Protezione Civile per la preparazione del campo delle indagini al Sass Pinin, zona periferica di Cittiglio dove il bosco era diventato parecchio fitto e non permetteva neppure di muoversi: “Area vasta e impenetrabile” l’ha descritta la magistratura inquirente.

La richiesta di pulizia di questi terreni era stata fatta pervenire infatti dalla procura tramite la polizia locale del Verbano al gruppo intercomunale di protezione civile della Comunità Montana Valli del Verbano verso la fine dello scorso settembre.
«L’attività dei Gruppi di Protezione Civile è stata finalizzata alla pulizia dei terreni resi ormai impraticabili da rovi e fitta vegetazione – spiega il responsabile Fabio Bardelli – . La competenza dei volontari intervenuti, che sono spesso nei boschi per le attività
di prevenzione di Protezione Civile ed Antincendio boschivo, ha permesso di svolgere il compito loro assegnato in sicurezza e con le dovute modalità. Le operazioni sotto il profilo investigativo sono state monitorate costantemente dall’Archeologo forense, Dominic Salsarola».

Così, decine e decine di volontari dotati di rastrello e cesoie hanno cominciato a darsi da fare avendo rapidamente la meglio sul bosco, particolarmente folto. Hanno tagliato, aperto sentieri e pulito il tutto, liberando anche il campo dagli scarti delle pulizie.
Sono diverse le organizzazioni di Volontariato intervenute che si sono avvicendate e per questo è stato fondamentale il collegamento attraverso catena di comando che ha sempre visto interessati i coordinatori di ogni singolo gruppo: i padroni di casa, di Cittiglio, e i gruppi di Caravate, Sangiano, Laveno Mombello, Gemonio, Cocquio Trevisago, Cuvio, Cuveglio, Orino, oltre all’Associazione Nazionale Alpini Varese e Luino.

Particolarmente soddisfatto il presidente della Comunità Montana Giorgio Piccolo: «È stato premiato il volontariato, ma anche la preparazione tecnica dei nostri gruppi di Protezione civile, vanto per il territorio e i suoi cittadini che possono usufruire di questo servizio importantissimo».
Sono difatti centinaia i volontari che, divisi in gruppi comunali, contribuiscono non solo a dare disponibilità per le attività di emergenza – vedi l’anti-incendio boschivo, vera specialità che viene approfondita con corsi di aggiornamento e interventi operativi anche fuori regione – ma anche per una serie di interventi magari mano eclatanti o visibili, ma fondamentali per il territorio: dalla salvaguardia dei boschi alla regimentazione del reticolo idrico, dal supporto ad attività legate ad eventi pubblici, passando per la formazione e la diffusione fra i cittadini della cultura della sicurezza, anche nelle scuole.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 09 febbraio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Efesini 6 12

    Speriamo che a qualcuno di questi volontari non sia caduto per sbaglio un coltello col DNA di Stefano Binda….

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