La sicurezza a 300 all’ora passa da Busto Arsizio

La storia di Omnia Plastica e di un prodotto caro a tutti i centauri, il casco. I segreti? “Materie prime d’alta qualità e innovazione made in Italy”. Osvaldo Castiglioni partecipa al progetto della camera di commercio Varese Terra di Moto (VATM)

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Caschi sicuri, tecnologicamente avanzati e dal design made in Italy. Questo si legge nella descrizione di un prodotto che piace a sportivi e appassionati delle due ruote, questa è la filosofia di Osvaldo Castiglioni, amministratore di Bell Safety, la holding che controlla Omnia Plastica, azienda di Busto Arsizio famosa per la sua specializzazione in diverse tipologie di caschi per vari impieghi, dalla sicurezza alla difesa, passando per il mondo delle moto.

Castiglioni, classe 1950, è un uomo che si è formato girando il mondo. Figlio di un imprenditore nel campo dell’alluminio, cominciò a studiare chimica all’istituto tecnico chimica delle materie plastiche di Varese, e poi al Politecnico di Milano.

«Ma qui ebbi l’occasione di andare a lavorare prima in Olanda e poi nella Svizzera tedesca in un’azienda al “top” nella realizzazione di macchine per trasformazione materie plastiche». Erano gli anni ‘70, le tigri asiatiche avevano ancora da affilare gli artigli, ma Casiglioni imparò a conoscere da vicino i mercati orientali partecipando a fiere e alla ricerca di nuovi clienti per l’azienda di famiglia: Cina, Corea, Estremo oriente, Iran per tornare in Italia con idee più chiare e orizzonte limpido circa la strada da prendere. Si è così trovato alla guida di un’azienda oggi leader nella realizzazione di semilavorati e per aver dato lustro alla terra di moto producendo i mitici caschi Bell.

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Oggi, da circa tre anni a questa parte, il marchio è stato venduto ad un gruppo americano, una cessione avvenuta solo per il ramo moto, mentre è stata mantenuta la proprietà per caschi militari e professionali, settore nel quale Omnia Plastica è leader. Ma Busto Arsizio non ha perso la passione per la sicurezza di chi si muove in sella, continuando a produrre col marchio “Cast”.

Prodotti di altissima gamma, le cui componenti vengono realizzate in provincia di Varese e assemblate nello stabilimento di Lucca.

Ma quali sono i segreti di un buon casco? «L’impiego delle materie prime deve andare a braccetto con la capacità di progettazione. Il risultato si misura, certo, nell’aerodinamicità e nell’estetica, ma il fatto e dominante rimane, e per noi deve rimanere, la sicurezza», racconta Castiglioni.

Il prodotto più venduto è il “Cm5” il casco con grandi caratteristiche aerodinamiche e di resistenza. Poi viene il fratello maggiore, il “Cm6”, «un prodotto realizzato con carbon square, uno speciale tipo di carbonio che porta ad avere stratificazione isotropica, per allargare zona d’impatto e assorbimento dell’energia cinetica».

Ma spulciando nel sito si trovano diverse altre tipologie di casco, da quello da cross al formato “jet”: dalla Lambretta per turismo amarcord alle piste di velocità, il profilo Instagram del gruppo è ricco di spunti per rendersi conto di chi sono i clienti.

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Il marchio Cast, la cui nascita è relativamente recente e che segue la vendita del marchio Bell agli americani di Vista – un Private Equity di San Francisco, California – , sta scalando quote di mercato grazie anche all’impiego dell’e-commerce.

E i motociclisti cosa dicono? «Apprezzano molto i nostri prodotti, specialmente chi chiede altissime prestazioni. Non è raro vedere indossati i nostri caschi da sportivi: attualmente abbiamo più di dieci piloti nel Campionato Italiano Velocità, e anche qualcuno all’estero sta cominciando a conoscerne le qualità».

VARESE TERRA DI MOTO

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 01 Dicembre 2017
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