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Gallarate e Jerago litigano sulle piscine

La Moriggia chiusa da due mesi e mezzo, quella di Jerago va a gonfie vele. Il sindaco uscente Ginelli esulta, c'è anche di mezzo la campagna, da Gallarate gli rispondono a muso duro

gallarate generico

Da un lato la piscina di Moriggia chiusa da due mesi e mezzo, dall’altro la nuovissima piscina di Jerago che – al pari di altre in zona – vede crescere i numeri, proprio grazie alla inattesa “scomparsa” della struttura gallaratese.

Sarebbe eccessivo parlare di “guerra delle piscine“, ma di certo l’intervento di Giorgio Ginelli, sindaco uscente di Jerago con Orago, ha (ri)dato fuoco alle polveri della polemica sulla Moriggia a Gallarate. E – complice la campagna elettorale alle porte e qualche ruggine personale – si è trasformata in uno scontro anche politico.

Il punto di partenza è il successo della piscina di Jerago, sbandierato da Ginelli, che sulla struttura ha investito (politicamente) non poco. Oggi, a conclusione dei due mndati, è ben contento di vantare i «2200 iscritti», quattrocento di più della quota che veniva considerata necessaria per garantire la sostenibilità dell’impianto.

Fosse solo questo, sarebbe uno smacco per Gallarate, ma sarebbe poca cosa. Il fatto è che Ginelli è entrato anche in pieno nel dibattito gallaratese, con parole poco lusinghiere verso l’amministrazione Cassani: «Evidentemente si sono fatti scappare la situazione di mano» ha dichiarato al quotidiano La Prealpina. «Noi con tre milioni e mezzo di euro abbiamo fatto una piscina all’avanguardia. A Gallarate mi sembra si parli di otto, nove milioni. Ma con questa cifra io ne faccio due».

Un bel siluro per Andrea Cassani, sindaco di Gallarate ma – qualche anno fa – acerrimo avversario di Ginelli, con cui ruppe a metà del primo mandato del sindaco jeraghese. Cassani ha risposto con toni polemici: «paragonare una piscina che ha nemmeno un anno di vita ad una che ha più di 45 anni è proprio una ginellata» ha risposto caustico. «Anche un bambino sarebbe in grado di notare le differenze strutturali. Ricordo a Ginelli che lui ha inaugurato la piscina di Jerago dopo 9 anni di mandato, io spero di inaugurare la piscina ristrutturata e riammodernata entro i primi 5 anni di mandato. Tra l’altro – ha continuato caustico – con risorse comunali perché qui non abbiamo la fortuna di avere qualche benefattore che dona milioni e milioni di euro».

L’altra differenza è ovviamente nell’età dei due impianti. Anche qui Cassani spara ad alzo zero: «La piscina di Moriggia negli ultimi anni ha sempre perso oltre 500.000€ all’anno, un po’ perché vetusta un po’ per i costi gestionali… Tuttavia il comune di Gallarate ha sempre deciso di mantenere questo servizio, coprendo il buco. Quando tra una decina d’anni Jerago si troverà un impianto non più all’avanguardia e non avrà la forza economica a bilancio per sopperire anche solo a 100.000€ di disavanzo, cosa farà? La chiuderà? La manterrà aperta tagliando altri servizi?».

Non è l’unico a prendersela.  Anche Giuseppe De Bernardi Martignoni, di Fratelli d’Italia, ci va giù duro con Ginelli, che chiama «Re Giorgio». Polemica in questo caso ancora più legata alla campagna elettorale in corso: Martignoni è sponsor del collega di partito Salvatore Marino, che si candida sindaco contro il “delfino” di Ginelli, Emilio Aliverti. «Ginelli ha incassato il No della Lega nel suo paese, adesso fiuta la sconfitta, per questo già era nelle questioni gallaratesi». E giù a ricordare l’esito negativo della candidatura alle regionali di Ginelli (che però, va detto, ha sbancato nel suo Comune) e i suoi trascorsi in provincia, alleato (provvisorio e transitorio) del Pd. «Evidentemente si vuole candidare anzitempo a sindaco di Gallarate» conclude Martignoni. Nella competizione interna al centrodestra è una profezia (o un’accusa, la si veda come si vuole) che circola spesso. Per ora Ginelli finisce il secondo dei suoi mandati. Dopo il 10 giugno chissà, si vedrà cosa accadrà.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 03 Maggio 2018
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