San Vittore, il simbolo del martirio brucia nel rito del Faro
Il rito del Faro è una antichissima tradizione che si consuma durante la messa solenne nel giorno del patrono di Varese. Quest'anno è stato visto due volte: domenica 6 e nel giorno del santo patrono, martedì 8
Il rito del Faro è una antichissima tradizione che si consuma durante la messa solenne nel giorno del patrono di Varese, san Vittore: e anche oggi, martedì 8 maggio 2018, la tradizione è stata rispettata.
L’antico rito del faro, cioè il pallone di bambagia, cui viene dato fuoco, vuole ogni anno ricordare il martirio del santo originario della Mauritania, soldato dell’esercito romano.
Vittore era nei pressi di Lodi all’epoca in cui scoppiò la persecuzione di Diocleziano contro i cristiani (303 d.C.): fu in quel periodo che venne accusato e processato a causa della sua fede e imprigionato. Fuggito dal carcere, venne nuovamente catturato e successivamente decapitato: viene ricordato proprio perchè non smise mai di testimoniare la propria fede con coraggio.
Il rito del faro quest’anno è stato celebrato due volte: domenica 6, alla presenza delle autorità civili della città, e nel giorno del patrono, martedì 8, alla presenza dei parroci della città, dei sacerdoti originari e che hanno svolto il ministero in Basilica. Il sindaco Galimberti e l’assessore Molinari, oltre ad altre autorità, hanno comunque partecipato anche alla funzione nel giorno del santo patrono.
L’ultimo evento di questo lungo weekend dedicato a san Vittore, sarà quello della sera dell’8 maggio: il Coro S. Maria del Monte e l’Orchestra Sacro Monte, daranno vita, alle 21, al Concerto di san Vittore con musiche di W. A. Mozart.
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