Le perizie sul lido della Schiranna arrivate in consiglio comunale

E’ arrivata nell’ultimo consiglio comunale la relazione sulle perizie commissionate dal nuovo presidente Minonzio su alcuni lavori realizzati dalla gestione precedente di Aspem Reti

Nuova stagione alla piscina della Schiranna

E’ arrivata nell’ultimo consiglio comunale la relazione sulle perizie effettuate per Aspem Reti e commissionate dal nuovo presidente Alfonso Minonzio, su alcuni lavori realizzati dalla gestione precedente al Lido della Schiranna. Una questione scoppiata già molto tempo fa, che ora è arrivata al salone Estense.

QUATTRO PERIZIE PER I LAVORI DELLA SCHIRANNA

Come ha spiegato Minonzio in consiglio, in tutto le perizie sono state quattro: «Una prima relazione fatta riguardava un lavoro realizzato su dei soffitti ammalorati – ha spiegato – in questo caso è emerso che è stato dato un incarico da 39 mila euro (mille euro in meno dell’obbligo di messa a bando dell’appalto, ndr) e poi pochi giorni dopo è stato dato un altro incarico alla stessa impresa, per un ammontare di 20mila euro. Incarichi troppo ravvicinati per non essere sospetti. e che per di più avevano a corredo delle fatture non congrue e non corrispondenti col lavoro, per almeno 19 mila euro. Dopo questa perizia era partita una indagine della Finanza»

Una seconda perizia invece «Riguardava l’unico appalto messo a bando per la piscina: si trattava della sostituzione dei serramenti al lido della Schiranna. intorno al 2015-2016.: la ditta che ha vinto l’appalto non ha nemmeno partecipato alla gara da 80mila euro, che ha visto lievitare subito il costo di 9000 € per presunti miglioramenti tecnici ai quali si sono aggiunti altri 15mila euro di fatture pagate ma in maniera ingiustificata».

Una terza perizia infine «Ha riguardato una serie di fatture di opere edili, e lavori su impianti idraulici, elettrici, meccanici e altro. Gran parte delle fatture esaminate però, erano cosi generiche che non permettevano nemmeno di valutarne la congruità. Sono state esaminabili solo fatture per un totale di 150mila euro, di cui 65mila euro non erano giustificate.

Una quarta perizia ha riguardato i lavori su impianti idraulici, elettrici, meccanici: con il risultato che su poco piu di 100mila euro pagati, c’erano circa 30mila euro di sovrafatturazione. Ma non era finita».

SPESE ALTE MA IMPIANTI NON A NORMA

«Durante la perizia hanno scoperto che gli impianti non erano certificati, e alcuni non erano nemmeno a norma – Ha segnalato Minonzio – Con la conseguenza che non solo sono stati spesi troppi soldi e male, ma abbiamo dovuto mettere mano al portafoglio per adeguare gli impianti».

Il costo complessivo della messa a norma di ciò che non era stato adeguato, ha spiegato Minonzio, alla fine sarà di 177mila euro, importo che è stato approvato dall’assemblea della società lo scorso marzo: alcuni lavori urgenti lavori sono già stati eseguiti, mentre altri verranno portati a termine con la fine della stagione. «Quello che verrà fatto poi, non pregiudica l’utilizzo attuale dell’impianto (aperto da domenica 2 giugno, ndr) – sottolinea Minonzio – Ora è agibile, gli impianti sono in sicurezza, gli impianti della piscina piccola in particolare sono stati conclusi. Gli altri interventi interni verranno realizzati a breve».

I CONTI SONO IN ATTIVO

Malgrado le perizie e i maggiori costi evidenziati, non ci sono però conti in rosso nella azienda controllata dal comune.

Nel 2017, primo anno completo della gestione Minonzio, «Rispetto alla media dei tre anni precedenti ho tagliato i costi di 200mila euro all’anno. Tanto che l’utile del 2017 è di 121mila euro, contro i 20mila circa dell’anno precedente».

L’AMMINISTRATORE PRECEDENTE NON REPLICA, FORZA ITALIA CHIEDE LE CARTE DEL PRESENTE

Ciro Calemme, il precedente amministratore, non replica: «Non ho altro da aggiungere rispetto a conferenza stampa del 2017 – spiega – Non c’è nulla di nuovo: mi limito a ripetere che mi auguro che abbiano validi documenti a supporto delle accuse che stanno muovendo»

Forza Italia invece ha reagito in consiglio per voce di Carlotta Calemme, «Mi aspettavo che gran parte del discorso fosse rivolto al futuro della società – ha spiegato la consigliera di minoranza – Perchè di questi argomenti aveva già altre volte parlato del passato: spero che lo scopo dell’amministratore di Aspem Reti non sia di venire di mese in mese a prendere gli applausi parlando sempre del passato, perchè noi vogliamo sapere di quello che sta facendo ora la società. Mesi fa è stata fatta, da Forza Italia, una richiesta di acceso agli atti della nuova amministrazione di Aspem reti copiosa: la documentazione era davvero tanta, ma nei prossimi giorni ne faremo un’ altra, perchè abbiamo sentito voci negative a proposito, e vogliamo accertarci che vada tutto bene».

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 12 Giugno 2018
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