Tanti gnocchi per San Biagio, tra buona cucina e visite guidate

Torna la "Gnoccata per san Biagio", destinata a raccogliere fondi e far conoscere la millenaria chiesetta, su cui proseguono i lavori di ricerca archeologica

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Sabato 25 agosto a partire dalle 18,30 e domenica 26, alle ore 12.00 e dalle ore 18.30, si svolgerà a Cittiglio la 30° edizione della “Gnoccata per San Biagio”, organizzata dal “Gruppo Amici di San Biagio”.

«La festa seguirà il collaudato ed abituale programma e si svolgerà con qualunque condizione di tempo presso la struttura coperta del Parco feste comunale della Stazione, da quest’anno ribattezzato Fe.Sti.amo Park, dopo i lavori frutto di un importante investimento del comune che ha permesso la posa di serramenti lungo il perimetro del salone principale che oggi – secondo necessità – può anche venir chiuso» spiega Antonio Cellina, presidente del “Gruppo Amici di S. Biagio”.

«L’accessibilità al luogo è garantita per tutti e per le auto sono a disposizione i parcheggi intorno alla stazione e quelli del vicino ospedale. La manifestazione si svolgerà – come sempre – in collaborazione con la Pro Loco di Cittiglio e con il valido apporto dei volontari delle associazioni locali (Alpini, Oratorio, ecc.)».

Anche durante la Gnoccata 2018 – come sempre avvenuto in passato – sarà possibile visitare gli scavi archeologici e i lavori eseguiti all’interno della chiesa romanica di San Biagio (distante circa 200 mt dal parco feste), partecipando alla visita guidata al monumento prevista nel pomeriggio di domenica 26 agosto (circa alle ore 14.30).
«Chi vorrà partecipare alla vista alla chiesa potrà così constatare il progredire degli scavi archeologici avvenuto nell’ultimo anno sul sagrato, mentre e all’interno della chiesa si potranno vedere i reperti ossei rinvenuti ed in fase di studio ad opera dei dottorandi e stagisti dell’università dell’Insubria che a San Biagio stanno approfondendo gli studi in antropologia storica e in Osteoarcheologia e Paleopatologia».

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Un’immagine degli scavi

Proprio lo scorso mese di luglio la parrocchia San Giulio Prete di Cittiglio ha ottenuto un finanziamento di 5.000 euro dalla Fondazione Comunitaria per il Varesotto (FoCoVa) da destinare al completamento degli scavi sull’ultima parte di sagrato ancora da indagare. «In ottobre gli archeologi riprenderanno gli scavi, con la speranza di avere anche qui … “belle” sorprese» continua Cellina. «Terminati gli scavi il successivo passo da compiere sarà il ripristino della funzionalità del sagrato della chiesa. Per arrivare a ciò il “Gruppo Amici di San Biagio” si relazionerà con la Soprintendenza ai monumenti di Milano per mettere a punto il progetto di rifacimento del piazzale che terrà in debito conto ciò che è stato rinvenuto nella campagna di scavi archeologici 2016-2018. La Gnoccata 2018 servirà a raccogliere i fondi che serviranno per finanziare il progetto e la sistemazione definitiva del sagrato antistante il sacro edificio cittigliese. Sarà il nuovo parroco di Cittiglio e Brenta, don Livio De Petri (in arrivo in paese il 1° settembre), che dovrà seguire i lavori dell’ultima fase di scavo archeologico e definire con Soprintendenza e “Gruppo Amici di San Biagio” il progetto di per il nuovo sagrato».

Studenti e archeologi al lavoro per risolvere misteri del passato

LA STORIA
L’antica chiesetta romanica di San Biagio in Cittiglio (posta su una collinetta che domina il paese e facilmente raggiungibile dalla stazione e dalla nuova pista ciclabile Cittiglio-Laveno) è stata interessata da lavori di restauro fin dal 1990. Nel 1988, infatti, si era costituito il “Gruppo Amici di San Biagio” proprio con lo scopo di raccogliere fondi da destinare al recupero di questo antico edificio di culto cittigliese ed insieme alla parrocchia – proprietaria dell’immobile – ha predisposto i progetti che, una volta approvati dalla Soprintendenza, sono stati col tempo portati a termine.

Tra il 2006 ed il 2009 all’interno della chiesa si è svolta una importante campagna di scavi archeologici che ha riportato alla luce antichi reperti che hanno permesso alla Soprintendenza di ricostruire parte delle vicende che nei secoli hanno modificato l’aspetto del sacro edificio. Oltre ai dipinti, alle antiche murature e a diversi oggetti e monete risalenti ai secoli passati lo scavo archeologico ha riportato alla luce anche 19 sepolture che sono state reputate particolarmente interessanti dalla Soprintendenza archeologica, tanto che la stessa ha deciso di autorizzare – all’interno della chiesa di San Biagio – la posa di un pavimento trasparente in cristallo tale da lasciare in vista questa originale sequenza di sepolture.

Gli scheletri che sono stati rinvenuti dall’archeologo sono stati depositati presso l’istituto di medicina legale dell’Università dell’Insubria di Varese ove sono stati studiati a partire dal 2015 dal prof. Giuseppe Armocida e dalla dott.ssa Marta Licata. Gli scheletri rinvenuti con gli ultimi scavi vengono studiati direttamente nella chiesa di San Biagio in un laboratorio appositamente installato nel quale si alternano gli studenti di varie discipline interessati a questo tipo di analisi. Successivamente anche questi resti verranno raccolti presso l’Università dell’Insubria per ulteriori approfondimenti. Gli esiti di tali studi saranno raccolti nel libro sulla storia della chiesa di San Biagio che è attualmente in stesura.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 agosto 2018
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