Aurastop®: un nuovo valido alleato contro l’aura emicranica

L'emicrania con aura è una delle cefalee primarie più diffuse ed ha questo nome perché tipicamente presenta due fasi: la prima è l'aura premonitoria dell'attacco che si compone di fenomeni di disturbo visivi e alterazioni del linguaggio, la seconda è l'attacco di mal di testa vero e proprio

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L’emicrania con aura è una delle cefalee primarie più diffuse ed ha questo nome perché tipicamente presenta due fasi: la prima è l’aura premonitoria dell’attacco che si compone di fenomeni di disturbo visivi e alterazioni del linguaggio, la seconda è l’attacco di mal di testa vero e proprio. Gli studi clinici si sono concentrati nel trattamento e nella risoluzione quasi esclusivamente della seconda fase dimostrando che, farmaci contenenti triptani, agiscono positivamente sul dolore emicranico.

L’attenzione sull’aura si è concretizzata in tentativi di moderazione del dolore, anche se i sintomi persistono anche per 24 ore portando confusione, difficoltà di concentrazione e frustrazione. Il problema per il soggetto è rappresentato dal non poter svolgere molte delle sue attività quotidiane, andando a soffrire di una patologia invalidante.

In Italia, la prevenzione dell’emicrania con e senza aura, è affidata al 5-idrossi triptofano, mentre in Inghilterra si è sperimentato il Tanacetum Partenium. Basandosi su queste considerazioni, un team medico di specialisti ha formulato il farmaco Aurastop®: in questa equipe c’è anche il Professore Fabio Antonaci Neurologo che abbiamo intervistato per saperne di più.

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Buongiorno Professore, da cosa è composto Aurastop®?
Buongiorno a voi. Aurastop® è un composto che prevede la combinazione di Tanacetum Partenium (150 mg estratti allo 0,8 % = 1,2 mg di partenolide attivo), griffonia simpliciofila (20 mg of 5-HTP) e magnesio (185 mg di pidolato di magnesio ).

Come avete scelto i pazienti?
Lo studio clinico, di recente pubblicazione su “International Journal of Neurology and Brain Disorders”, è stato condotto grazie ad una collaborazione fra i Centri Cefalee della sezione Lombarda della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC). I pazienti scelti sono quelli a cui è stata diagnosticata un’emicrania con aura a seguito di un esame neurologico dettagliato. I criteri di inclusione nel campione sono essenzialmente due: età compresa tra 18 e 60 anni, riscontro positivo della patologia con almeno 3 episodi di aura all’anno della durata minima di 20 minuti.

Può illustrare come avete condotto lo studio clinico?
Il nostro focus è stato sullo sviluppo dell’aura e della fenomenologia dei sintomi che manifestavano i pazienti. Per questo motivo, ogni soggetto ha ricevuto un diario delle cefalee per tenere traccia delle crisi emicraniche e delle caratteristiche con cui si presentavano. Particolare attenzione è stata rivolta ai sottotipi di aura (solo visiva; visiva e somatosensoriale; visiva somatosensoriale e con difficoltà di linguaggio), alla durata, all’impatto sulla routine, all’impiego di farmaci sintomatici (farmaci anti-infiammatori non steroidei). A seguito della registrazione e valutazione da parte degli specialisti di almeno 3 episodi di aura, con o senza emicrania, ogni paziente ha ricevuto un blister con 6 pillole di Aurastop® assieme alle istruzioni per la somministrazione. La prima compressa doveva essere assunta all’inizio dell’aura e, se compariva anche l’algia emicranica, occorreva prenderne una seconda. In caso di dolore persistente e severo, dopo un’ora i pazienti potevano prendere i farmaci sintomatici che già assumevano.

Quali sono state le prime conclusioni?
A seguito dell’ulteriore valutazione dei diari dei soggetti abbiamo notato una riduzione maggiore del 50% nella durata e nell’influenza negativa sulle condizioni di vita. Il secondo riscontro riguardava la modifica delle caratteristiche del mal di testa a seguito dell’aura.

A che risultati siete approdati?
Prendendo in considerazione un campione di 200 soggetti affetti da emicrania con aura (ICHD-3 criterio beta) e con età tra i 18 e i 54, si può vedere nella Tabella 1 che Aurastop® riduce notevolmente la durata dell’aura e il grado di severità dell’emicrania. Il dolore valutato con valore 4-5 su una scala massima di 5, dopo il trattamento scendeva ad un valore 1-2 nel 90% dei pazienti. Inoltre anche le caratteristiche dell’emicrania con aura si sono modificate andando verso una mitigazione dei sintomi somatosensoriali, e verso una riduzione in termini di di durata e numero di crisi. Aurastop® inoltre ha incrementato l’efficacia degli altri analgesici e triptani. La seconda compressa non ha influito significativamente sulla sintomatologia. Infine è rilevante che non sono stati registrati effetti collaterali o peggioramenti delle crisi a causa del farmaco.

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Dove ci conduce la vostra analisi?
I dati incrociati che sono stati osservati anche dalla sperimentazione animale supportano solidamente gli effetti biologici positivi di Aurastop®: in particolare uno dei componenti, il 5-HTP e il suo metabolita acido kinurenico, agiscono sulla modulazione dei fenomeni elettrici corticali alla base dell’emicrania con aura. Quindi i nostri studi ci fanno capire che possiamo influenzare positivamente le fasi iniziali di questa patologia, agendo sulla diffusione della depolarizzazione corticale che sfocia nel dolore e in tutti i sintomi che fanno da corollario. Da una prospettiva biologica, lo studio clinico condotto deve essere visto come un passo avanti nella comprensione dei meccanismi di base della ipereccittabilità corticale che conducono inesorabilmente al mal di testa.

Grazie Professore.
Grazie a voi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 settembre 2018
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