Skujiņš: “Non ero il nome che ci si aspettava, per questo ho provato”

Sconosciuto ai più, il 27enne dalla Lettonia prima ha dato il via alle danze dell'ultimo giro, poi ha saputo controllare con scaltrezza gli avversari più forti (tra cui Pinot, ancora secondo a Varese)

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Per capire quanto sfugga ai più la figura di Toms Skujiņš, basti pensare in una delle domande si è dovuto chiedere al corridore lettone se è «uomo da corse di un giorno o da corse a tappe». Sconosciuto ai più, questo ventisettenne, nato vicino a Riga, capitale della Lettonia, ha vinto la 98esima Tre Valli Varesine con fortunata audacia e con una certa scaltrezza.

Audacia nel lanciarsi in un attacco a tre appena prima dell’inizio dell’ultimo giro: «Con due EF Drapac là in testa non era facile riuscire a imporsi, per questo ho provato. Ho tentato, mi hanno ripreso ma sapevo di poter dire la mia». Scaltrezza nel saper studiare e domare avversari ostici tra i fuggitivi, come Thibaut Pinot e Peter Kennaugh, degno rappresentante della scuola dell’Isola di Man. «Forse non ero il grande nome che ci si aspettava» ha riconosciuto, con buon understatement, nella conferenza stampa post gara. «Sapevo di essere un po’ più veloce di Kennaugh, lo temevo ma la buona condizione mi ha aiutato».

Delusione evidente sul volto di Thibaut Pinot, che a Varese si conferma sfortunato: secondo per la seconda volta in due anni, rispondendo con mirabile diplomazia a una domanda sulla doppia vittoria mancata, ha detto di essere «contento» della sua prova in questa corsa «difficile e tattica»: «Penso che sia stato peggiore il secondo posto dello scorso anno» ha concluso in sala stampa, dove ha fatto capolino giusto a rappresentare il gruppo dei big tanto attesi e infine mancati.

E in chiusura, a proposito di quel che si diceva all’inizio: ma alla fine il ventisettenne Skujiņš si sente più uomo da corsa a tappe o da corse di un giorno? «Più adatto alle corse di un giorno, di solito sono poco controllate. Non disdegno le corse a tappe, ma punterei su corse da 4-5 giorni più adatte a me». Nel suo palmares spicca – unico risultato da classifica finale – la maglia da miglior scalatore al Tour of California quest’anno e la generale al Tour de Bauce in Quebec, nel 2014.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2018
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