Come cambia la società, l’analisi di Massimo Mantellini

La conferenza ha visto lo scrittore di "Bassa risoluzione" e la giornalista Alessia Maccaferri in un momento di spiegazione e incontro con i ragazzi per capire i cambiamenti della società

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Il festival Glocal ha ospitato l’incontro con lo scrittore Massimo Mantellini nella sala verde del CSV di Varese. L’autore ha presentato ieri, 8 novembre, il suo libro sui cambiamenti della società a favore di progetti a “bassa risoluzione”.

L’incontro, mediato dalla giornalista Alessia Maccaferri, si addentra nell’analisi del libro Bassa risoluzione, cercando di capire cosa ha portato il mondo a rallentare.

«L’idea viene dalla camera di mia figlia. Ascoltava la musica su YouTube con un vecchio pc e la musica fuoriusciva da un paio di casse economiche. – comincia lo scrittore Massimo Mantellini – Tutto ciò mi sorprese perché ai miei tempi, io come molti altri ero ossessionato nell’ascoltare la musica il meglio possibile. Ai tempi c’erano impianti con enormi sintonizzatori e manopole. E nonostante io fossi sconvolto, lei mi disse che il suono era perfetto».

Il libro nasce da qui, dal ruolo della tecnologia, anche se non tratta solo di questo, anzi si sofferma in particolar modo sul cambiamento sociale. Ripercorrendo una serie di comportamenti molto ampi in un percorso che parte dalla musica facilmente accessibile, riesce a raccontare la realtà dei nostri tempi.

Un incontro di due ore che ha messo a confronto due generazioni, quella dei relatori, e quella dei ragazzi presenti in sala, facendo emergere un problema centrale. Se un tempo all’aumentare della tecnologia, cresceva la qualità della vita, oggi non è più così. L’analisi però non vuole essere una critica, poiché al pari di una perdita di valori per la bassa risoluzione questi possono emergere in altri contesti.

«Così parte una ricerca di un “altrove” che porta al cambiamento dell’idea di rappresentazione – Conclude Alessia Maccaferri – In questo contesto, inevitabilmente emerge la dimensione del giornalismo attuale e di come l’informazione si sia spostata sui social, che hanno però un problema di cultura. Il divario digitale-culturale rende difficile la capacità di comprensione dell’informazione e quindi della delineazione della democrazia. La bulimia informativa forma comunque delle opinioni e di conseguenza il modo in cui le persone si aggregano»

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Pubblicato il 09 novembre 2018
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