Scatta al pronto soccorso l’aiuto alle donne vittime di violenza

È stato sottoscritto un protocollo condiviso tra ospedale, tribunale forze dell'ordine, avvocati e volontariato. Da marzo sono 35 le donne assistite al Circolo

sottoscrizione protocollo intesa per donne vittime di violenza

È al triage del pronto soccorso che scatta il primo campanello d’allarme.

La donna che si presenta con ferite ed ecchimosi viene “studiata” dal personale che la ascolta. Apre la sua cartella clinica,  rilegge velocemente la sua vita per intercettare quei segni che si è imparato a interpretare tra le righe.

Il codice è giallo: un caso da valutare con urgenza anche se non c’è pericolo di vita. È urgente, però, soccorrere quella donna che nasconde una storia di violenza: per lei esiste una sala appartata, dove i medici del pronto soccorso curano le sue ferite, mentre i medici legali cercano e raccolgono i segni del reato e le psicologhe soccorrono l’anima.

È così che si innesca il percorso di soccorso racchiuso nel protocollo d’intesa firmato dal procuratore della Repubblica di Varese, Daniela Borgonovo, dal direttore dell’asse Sette Laghi Callisto Bravi, dal Questore Giovanni Pepè, dal Comandante provinciale dei carabinieri di Varese Claudio Cappello, dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Varese Sergio Martelli e dalla presidente del centro Antiviolenza Amico Fragile_Dico Donna Liliana Colombo.

Da quando è stato messo a regime, nel marzo scorso, sono 35 le donne aiutate seguendo il protocollo che riporta le linee guida nazionali sul soccorso alla donna vittima di violenza pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.

Il modello è integrato: accoglienza ospedaliera, assistenza sociosanitaria e legale, supporto e aiuto concreto attraverso i servizi sociali o la sistemazione in comunità protette o rifugi.

La definizione del protocollo è stato un lavoro lungo e complesso che ha impiegato diverse figure con differenti qualifiche per garantire un servizio attivo 24 ore al giorno: « Smussare tutti gli angoli e mettere a sistema non è stato semplice – ha sottolineato il procuratore Borgonovo – devo ringraziare quanti hanno lavorato intensamente per definire un modello che è indubbiamente tra i primi in Italia».

Istruzione e formazione di tutti gli operatori, dai sanitari sino alle forze dell’ordine: « È una collaborazione a cui abbiamo aderito – ha commentato il colonnello Cappello – e che io ho allargato a tutti i militari al di là della competenza territoriale del tribunale varesino. Noi affrontiamo situazioni che sono a volte difficili da interpretare ed è stato importante ricevere formazione e sensibilizzazione sui temi più strettamente giuridici . Il fenomeno è diffuso perché è anche figlio di un problema culturale: occorre sostenere la vittima in tutto il lungo percorso per evitare che ci arrivi stremata».

Coinvolti anche gli avvocati : « La nostra figura ha un duplice ruolo – ha detto il presidente del collegio varesino Martelli – siamo dalla parte delle vittime ma anche dall’altra. È un compito delicato il nostro ma ci siamo impegnati per fornire assistenza sempre più qualificata con lo “Sportello per le vittime” : sono state individuate delle figure che si stanno formando attraverso corsi proposti da Regione Lombardia».

I dati della crescente assistenza li ha forniti la professoressa Liliana Colombo presidente del Centro antiviolenza Amico Fragile _Dico Donna che ha aperto lo sportello direttamente in ospedale assicurando risposte tempestive.

Il protocollo condiviso, al momento, riguarda il pronto soccorso del Circolo dove è stato ricavato il percorso con separazione netta e personale dedicato. A regime è, però, anche l’accoglienza all’ospedale Del Ponte a cui si rivolgono le donne vittime di violenza sessuale: « Qui il percorso esiste di fatto anche se non si è arrivati al protocollo – ha commentato il direttore dell’asst Bravi – ma piano piano estenderemo a tutti i presidi l’importante modello che va nella tutela della donna ma anche dei figli, i bambini anche loro spesso vittime di situazioni difficili e violente».

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2018
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