Alla Bcc conta la squadra: Carlo Crugnola è il nuovo direttore generale

Luca Barni ex direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate diventerà il responsabile dell'area retail della capogruppo Iccrea. Roberto Scazzosi (presindente Bcc): «Un cambio nel segno della continuità»

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Salutare uno come Luca Barni non è una cosa che si può liquidare in due parole di circostanza. L’ormai ex direttore generale del Credito cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, promosso a responsabile dell’area retail della Holding Iccrea, è una figura che ha segnato profondamente il passaggio alla modernità della Bcc, tra l’altro nel periodo più buio per la finanza mondiale. Barni ha infatti preso in mano la direzione generale nell’autunno del 2008, nello stesso momento in cui i dipendenti della Lehman Brothers uscivano dalla sede centrale di New York con gli scatoloni in mano. (nella foto da sinistra: Roberto Solbiati, Claudio Crugnola, Roberto Scazzosi e Luca Barni)

A dieci anni di distanza, si può dire che la scelta dei vertici della Bcc si è rivelata vincente così come azzeccata fu la decisione di costituire un team di lavoro che aveva nel direttore Barni e nel presidente Roberto Scazzosi i riferimenti principali. Barni la riassume così: «Abbiamo cambiato la cultura di questa banca facendola diventare più dinamica e avvicinandola ai risparmiatori. Abbiamo investito molto nei dipendenti, concentrandoci sui servizi e affrancando la nostra redditività da spread e interessi».

Il primo cambiamento evidente fu la scelta di essere trasparenti in un momento in cui tutti cercavano di nascondere la polvere sotto il tappeto. Nel 2011 e dopo oltre un secolo di storia, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate decideva di chiudere il bilancio con il segno meno. Un’operazione di pulizia coraggiosa che con gli anni ha dato i risultati sperati, rappresentando di fatto il primo passaggio per l’ingresso nella capogruppo Iccrea a cui oggi aderiscono 150 banche di credito cooperativo. Una realtà che con 11 miliardi di euro di capitale e 22mila dipendenti si appresta a diventare il quarto gruppo bancario italiano.

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da sinistra Roberto Solbiati e Carlo Crugnola

Scazzosi, riferendosi all’addio di Barni, vorrebbe essere più pungente ma alla fine opta per una dichiarazione diplomatica: «Ce lo hanno acquisito». È evidente che l’area retail, ovvero l’80% dell’attività della holding Iccrea, non poteva essere affidata al solito super raccomandato di turno, mentre Barni è uno che ha dimostrato nei fatti di saper fare bene questo lavoro. Il “vivaio” della Bcc e il suo modello devono piacere molto al movimento del credito cooperativo perché anche l’attuale vice direttore generale, Roberto Solbiati, era tra gli “opzionati” della capogruppo. Offerta rifiutata per ragioni personali.

Il testimone di Barni passa a Carlo Crugnola già responsabile dell’area finanza e vice direttore. Insomma, uno del team che ha traghettato la Bcc nel nuovo corso. Di lui si dice che abbia una notevole pazienza e una profonda conoscenza della finanza. «Un cambio nel segno della continuità. Squadra che vince non si cambia» sottolinea sorridendo Scazzosi.

La storia di Crugnola parla da sè: dei suoi 59 anni, 38 li ha trascorsi in banca. Il suo racconto rivela una felice anomalia perché Crugnola è uno capace di scegliere andando controcorrente. Quando diciotto anni fa decise di passare al credito cooperativo, lavorava già alla Popolare di Luino e Varese, istituto bancario in cui aveva ottime prospettive di carriera. «Io cercavo di trovare gli stessi valori che avevo quando ho iniziato a lavorare in banca: il localismo, il contatto con la clientela e un’idea di sviluppo che guardasse al territorio. Nel momento in cui comunicai che me ne andavo alla Bcc, il direttore di allora mi diede del pazzo. Qui ho trovato quei valori: si lavora con passione, si partecipa alle decisioni e soprattutto ci si diverte».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2018
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