Bruno Belli: “Varese 45esima per la qualità della vita, 90esima per la cultura”

Pubblichiamo le considerazioni di Bruno Belli presidente dell'associazione "Prospettive culturali per Varese"sulla posizione della Classifica del «Sole 24 ore» di Varese

Varese compie 200 anni

Pubblichiamo le considerazioni di Bruno Belli presidente dell’associazione “Prospettive culturali per Varese”sulla posizione della Classifica del «Sole 24 ore» di Varese

Ogni notizia, e tanto più una classifica, che, comunque, non è mai l’esatto ritratto della realtà conosciuta da coloro che la vivono trecentosessantacinque giorni l’anno, va letta non solo nell’insieme, ma, soprattutto, nelle parti che la compongono, per valutare quali siano i punti deboli e quelli, invece, di forza.

Abbiamo letto, pertanto, con attenzione, la consueta classifica di fine anno del «Sole 24 ore» che è tanto piaciuta al nostro Sindaco Davide Galimberti, perché ha visto Varese giungere alla 45esima posizione rispetto alla 57ema dello scorso anno. C’è un miglioramento, almeno, così sembra, per l’appunto, «nell’insieme»…Gli è tanto piaciuta da avere rilasciato alla stampa le consuete trionfalistiche dichiarazioni.

Però, il tutto dovrebbe essere ridimensionato un pochino, soprattutto non tacendo, da parte del «Primo cittadino», quelle “criticità” segnalate dalla stessa classifica sulle quali sembra che si voglia soprassedere.

Premesso che sono 107 le città considerate dalla ricerca del quotidiano di «Confindustria», ed è un dato da considerare tanto il numero delle città, quanto chi sia l’Editore dello storico foglio, è utile rammentare che tutte le voci devono essere valutate e considerate.

Noi non saremmo così lieti, vedendo al 59esimo posto su 107 la voce sulla sicurezza, ma, soprattutto, tanto per restare agli ammennicoli di cui mi occupo da tempo modestamente, ma con un po’ di esperienza (che, alla fine, vale più di titoli e titoletti acquisiti «illo tempore»), nonostante che si abbia avuto il festival «Nature urbane» – tanto festeggiato dall’amministrazione attuale e posto quale principale, e pressoché unico, veicolo per un eventuale interesse esterno della città – e che per il Governo cittadino sia quasi impossibile rivolgere critiche sensate all’operato dell’Assessore alla cultura quale fosse un infallibile (tutti gli uomini possono sbagliare, comunque), la voce «Cultura e tempo libero» ci pone, su 107 città, al 90esimo posto.

Non ci si dica che il settore non sia tutto ancora da riconsiderare.

Siamo così certi che, in questi due anni e mezzo, le scelte siano state proprio quelle più indicative e che, anche alcune in atto, non siano, invece, limitanti e limitative per possibili diverse strade da imboccare, proprio partendo dalle fondamenta anziché dal tetto, in altre parole dal patrimonio pubblico del quale il Comune di Varese resta il maggiore e più qualificato gestore, ovvero, rappresentante dei veri proprietari che sono sempre i cittadini?

Noi ce lo stiamo chiedendo ormai da molto tempo, ma l’Amministrazione tace sulle scelte e non c’è modo di avere un confronto di qualunque tipo.

Bruno Belli.
Presidente de «Prospettive culturali per Varese»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 dicembre 2018
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