Indagini sulle feste di paese, coinvolti sindaco e vice

La notizia si è diffusa in questi giorni, a seguito della notifica di un avviso di proroga indagini. La Procura sta verificando come alcune associazioni abbiano ottenuto i permessi per alcune manifestazioni

comune solbiate olona luigi melis

Indagini in corso a Solbiate Olona per una festa che si è svolta nel 2018. Il sostituto procuratore bustocco, Chiara Monzio Compagnoni, ha notificato a sindaco, vicesindaco, ad un dipendente del Comune e ad altre due persone, l’avviso di proroga indagini sulla realizzazione di alcune manifestazioni nell’area feste comunale durante il 2018.

Al centro della questione ci sarebbe l’ipotesi di reato di induzione indebita a dare o promettere denaro o altra utilità (art. 319 quater del codice penale) per aver imposto la scelta di un geometra esterno per espletare la documentazione necessaria ad ottemperare alla famigerata circolare Minniti/Gabrielli che ha imposto regole più restrittive in merito all’organizzazione di eventi pubblici all’aperto. In particolare, sotto la lente di ingrandimento sarebbe finita una festa degli Alpini.

La notizia è stata confermata dal sindaco Luigi Melis che però, da parte sua, dice di non aver ancora ricevuto alcuna notifica, a differenza del suo vicesindaco Pietro Angelo Macchi che, invece, ha confermato tutto a Malpensa 24. La vicenda prende le mosse da una riunione che si è svolta l’anno scorso alla quale hanno partecipato alcune realtà associative cittadine. In quella sede l’amministrazione avrebbe “consigliato” il professionista a cui fare riferimento per la presentazione della documentazione integrativa.

La voce che girava per il paese era che l’amministrazione avesse imposto un tecnico di suo gradimento per la presentazione dei documenti e che solo tramite quel tecnico si sarebbe potuto ottenere l’ok. Quello che sembrava essere solo un pettegolezzo si è trasformato in un esposto e poi in un’inchiesta che vede 5 persone indagate.

La notizia dell’indagine arriva in un momento caldo della vita politica del paese che il prossimo 26 maggio dovrà eleggere il nuovo sindaco. Il primo cittadino Luigi Melis si dice, però, sereno: «Siamo pronti a dimostrare, carte alla mano,  che non è stato commesso, almeno da parte mia e del vicesindaco, nessun reato. Da sempre promuoviamo la trasparenza con i fatti e sono sicuro che, come già accaduto in passato, non c’è stato nessun illecito. In quella riunione presentammo un esperto del tema alle associazioni con l’intento di aiutarle a capire cosa avrebbero dovuto fare, poi ognuno avrebbe potuto scegliere il proprio tecnico di riferimento».

E proprio qui sta il nodo della questione, l’amministrazione o chi per essa, fece pressioni sulle associazioni per imporre un tecnico di proprio gradimento? Il lavoro degli inquirenti non è ancora finito.

 

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2019
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