La prima volta della primula della Valcuvia in un atlante

"Flora tra il Lago Maggiore e il Lago di Como" del ticinese Michael Kleih, pubblicato da Nomos Edizioni, cataloga 1.300 specie selvatiche riconducibili in un'area che va dalla Pianura Padana alle Prealpi

Avarie

Quando Alfredo Binda, tre volte campione del mondo di ciclismo su strada, si trovava all’estero e veniva intervistato diceva sempre che la Valcuvia era il posto più bello del mondo. Il campione non poteva però sapere che anche un piccolo fiore contribuiva a quella bellezza. Si tratta della Primula della Valcuvia (primula valcuvianensis), l‘unica specie endemica della provincia di Varese, presente solo nella valle tanto amata dal campione. Quel fiore, che predilige la roccia calcarea, è stato descritto per la prima volta in modo dettagliato nell’atlante “Flora tra il Lago Maggiore e il Lago di Como” del ticinese Michael Kleih, pubblicato nel 2019 da Nomos Edizioni.

Dall’arnica montana alla rosa canina, dall‘allium carinatum alla gentianella insubrica, passando per il geranium purpureum. Sono 1.300 le specie selvatiche catalogate da Kleih e riconducibili in un’area che va dalla Pianura Padana alle Prealpi, comprendendo i laghi di Lugano, Como e Maggiore e il sud del Canton Ticino (Mendrisiotto e Luganese). Un libro che colma un vuoto, considerato che, fino agli anni Ottanta del secolo scorso, la flora di quest’area era oggetto di trattazione di riviste specialistiche di botanica, di non facile consultazione per il grande pubblico.

L’area di studio presa in considerazione dall’autore è stata suddivisa in quadranti rettangolari, secondo il reticolo del botanico austriaco Friedrich Ehrendorfer, e per ciascuno di questi quadranti sono state considerate tutte le pianti vascolari, cioè con l’eccezione di alghe, muschi ed epatiche.

Tra gli arbusti e gli alberi sono presenti piante molto conosciute, come il frassino, il castagno, la quercia (ben quattro tipi), e altre meno note, come il ciliegio canino (Prunus mahaleb), il bagolaro (Celtis Australis) due specie di maggiociondolo (Laburnum Anagyroides), l’albero di Giuda (Cercis siliquastrum) e quattro specie di Dafne (Daphne).

Tante le rarità presenti nel libro. Tra le palustri troviamo la mazza d’oro, il trifoglio fibrino, il fertro, il nannufaro, la castagna d’acqua (con frutti commestibili), la Ninfea e il Limnantemio. E ancora, la peonia, il giaggiolo susinario, diverse orchidee, la rosa di Natale, l’erba limona, il giglio martagone e di san Giovanni, l’eliantemo degli Appennini.

Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire anche sulla flora insubrica con alcune specie tipiche del sud in espansione, tra cui il papavero pugliese, l’avena barbata, il vilucchio maggiore, la lappola italiana e specie esotiche come il luppolo del Giappone e la saeppola di Sumatra.

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scheda del libro
autore Michael Kleih
titolo Flora tra il Lago Maggiore e il Lago di Como – Atlante corologico e fotografico di tutte le specie (spermatofite)
editore Nomos Edizione
pagine  470
prezzo  29,90 euro

di
Pubblicato il 03 maggio 2019
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