Alla scoperta della fanfara dei bersaglieri vergiatesi
In occasione della Festa della Repubblica, abbiamo incontrato i membri della fanfara dei bersaglieri “Medaglia d’oro A. Vidoletti”, che si sono esibiti a Vergiate
Di corsa con divisa, strumenti e l’inconfondibile cappello piumato, i bersaglieri sono forse il simbolo più significativo del nostro paese dopo il tricolore.
In occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno abbiamo incontrato i membri della fanfara “Medaglia d’oro A. Vidoletti”, la sezione dell’Associazione nazionale bersaglieri di Vergiate.
«La fanfara di Vergiate – ha spiegato il capo fanfara Alberto Pidalà – è nata nel 1988 dopo lo scioglimento della fanfara di Varese. Il presidente Urbano Tessarolo, succeduto al presidente Angelo Jelmini, ha riformato il gruppo di Vergiate assieme a Gino Bardelli, che è stato capo fanfara per 15 anni, prima di passare il testimone a me. Oggi il presidente è Dario Caletti».
La sezione Vidoletti conta un’ottantina di iscritti e una trentina di membri effettivi della fanfara, che ogni giovedì alle 21 si ritrovano per esercitarsi e provare. «Due membri della nostra sezione, Francesco Inzitari e Alessandro Ancelotti, sono professori di musica – ha fatto sapere Pidalà –. Abbiamo anche una nostra scuola di musica gratuita dove insegniamo a suonare gli strumenti dei bersaglieri e la nostra disciplina».
«Per chi di noi è stato bersagliere dall’età di 20 anni – ha aggiunto Pidalà –, appartenere a questa fanfara è motivo di grande orgoglio. Quello che ci spinge a continuare il nostro impegno, esercitarsi ogni giorno e ritrovarsi per provare tutti assieme è lo spirito di appartenenza al corpo dei bersaglieri».
«Spesso i giovani – ha concluso il capo fanfara – seguono valori poco sani. Per questo motivo cerchiamo di trasmettere loro le nostre tradizioni di impegno e orgoglio di patria».
Ad assistere allo spettacolo dei bersaglieri a Vergiate c’era anche Alfeo Modesti, capo sezione della sezione “bombardini” della fanfara Vidoletti fino all’età di 87 anni così come Angelo Bianchini. Raggiunti ora i 90, Modesti non suona più assieme ai bersaglieri, ma non si è ancora ritirato e continua a insegnare il suo strumento.
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