Fontanella divelta a Villa Mylius: “Serve più cultura del bene comune”
La fontanella dell'area giochi buttata a terra da un gruppo di bambini accompagnati da adulti che non sono intervenuti. Il danno è stato riparato in meno di 24h dagli operai del Comune
La fontanella cade a terra in pieno giorno, forse solo usata in maniera troppo irruente da un gruppo di bambini, ma i genitori non intervengono. È accaduto nel pomeriggio di ieri, giovedì 18 luglio, a Villa Mylius. E sarebbe solo l’ennesimo atto di vandalismo in uno dei parchi cittadini se non fosse che questa volta è avvenuto alla luce del sole, sotto gli occhi di più persone, adulti inclusi. Ma nessuno si è fatto carico dell’episodio. O quasi.
Ci ha pensato la mamma di un bimbo più piccolo, Teresita Freddi, a riprendere lo stesso gruppetto di bimbi più grandi qualche minuto dopo, per evitare che continuassero a sollevare la pavimentazione antitrauma della giostrina, rischiando di danneggiarla. Nessun intervento invece da parte degli adulti che accompagnavano quei bambini.
«Episodi come questi mi confermano che non c’è tanto bisogno di telecamere, quanto piuttosto di educazione e cultura del rispetto e della cura dei beni comuni, per i ragazzini ma soprattutto per gli adulti – spiega l’assessore alla Tutela ambientale Dino De Simone – In casi come questi dovrebbe partire dai genitori il buon esempio di riprendere i figli se usano impropriamente un bene comune oppure, in caso di danno, venire in assessorato, o telefonarci, per raccontare quanto accaduto».
Lo scopo di un simile gesto avrebbe soprattutto un valore educativo, per far capire alle persone che i beni comuni non sono di nessuno ma al contrario, sono di tutti, cioè «anche miei», e quindi ciascuno deve averne cura.

Questa mattina gli operai del Comune di Varese sono intervenuti, riposizionando e rendendo di nuovo utilizzabile la fontanella in meno di 24 h. La questione di fondo però rimane.
«Bisogna prendersi le responsabilità dei danni causati, non per essere puniti – precisa l’assessore – lo scopo non è quello di far pagare multe o risarcire i danni di quello che probabilmente è un incidente, ma educare bambini e ragazzi e diffondere la cultura della cura del bene comune, in maniera che usi impropri e i conseguenti danni involontari o veri propri atti di vandalismo non si verifichino più”.
Farsi portatori di questa cultura ed educare al rispetto del bene comune e all’assunzione di responsabilità è un compito che spetta agli adulti,a cominciare dai genitori.
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