Calcio femminile a gonfie vele

Luino Ladies ha partecipato ad un'analisi dell'università dell'Insubria che approderà negli Usa. "Interazione tra ateneo e territorio fattore essenziale"

Avarie

Il pubblico dimostra un interesse sempre crescente per il mondo del calcio femminile e i recenti mondiali lo hanno dimostrato, in quanto le partite hanno catalizzato l’interesse dei media nazionali.

«Anche nella nostra realtà, le ragazze si sono avvicinate da anni a questo sport con grande passione – commenta il Vice Sindaco Alessandro Casali – Il merito va a tutti coloro che ci hanno creduto formando alcune squadre. La nostra Luino Ladies eccelle e in questo periodo ha addirittura partecipato ad un’analisi dell’università dell’Insubria che approderà negli Usa. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo».

Il Capitano delle Luino Ladies Elisa Broido commenta: «Quando ci è stato spiegato in cosa consisteva il progetto ci siamo subito organizzate e mobilitate per poter dare una mano nella sua realizzazione.  Abbiamo sempre partecipato a qualsiasi progetto, calcistico o sociale, che le associazioni del territorio ci proponevano, mosse dalla curiosità e dalla voglia di conoscere qualcosa che fosse al di fuori della nostra sfera conoscitiva. Quando abbiamo saputo che il nostro aiuto era stato fondatamente per la riuscita del progetto non potevamo che esserne felici. Alcune di noi non sapevano neanche cosa fosse un articolo scientifico, ma grazie al Professor Moriondo e all’università dell’Insubria abbiamo imparato molte cose.
È stata un’esperienza fantastica e speriamo di poter continuare a dare il nostro contributo alle loro ricerche, e per questo li aspettiamo sul campo».

Ne parla il Professore di Fisiologia Andrea Moriondo dell’ateneo insubre: «Il territorio è stato l’altro protagonista indiscusso, perché grazie alla amichevole partecipazione delle giocatrici del “Luino Ladies” e dello staff tecnico e dirigenziale, è stato possibile avere dei soggetti da analizzare e una struttura sportiva nella quale collocare lo strumento, dimostrandone l’utilizzo “sul campo”. L’interazione tra Università e territorio è un fattore essenziale perché questo tipo di ricerca possa svolgersi ed essere utile ad entrambe le parti».

Il lavoro appena pubblicato su BMC Research Notes è sicuramente un ottimo traguardo per un progetto che ha mosso i primi passi nel 2017 e che probabilmente al momento vede la sua importanza più come testimonianza del gran lavoro di squadra che l’Università ed il territorio possono portare avanti quando lavorano assieme.
L’idea alla base dei risultati ottenuti tramite questo strumento per l’analisi del cammino a basso costo (la “gait analysis dei poveri”, come l’abbiamo bonariamente definita) è stata quella di poter fornire ai laureandi in fisioterapia uno strumento con cui mettere alla prova sul campo le nozioni che apprendono durante il corso di studi, e contemporaneamente vedere quanto una macchina di questo tipo potesse essere utilizzabile nella pratica quotidiana.

Se per l’utilizzo pratico ancora bisogna lavorare, e la strada non è sicuramente breve, questo tipo di approccio sperimentale ha però consentito ai due primi autori del lavoro, ovvero Francesca Vignaga e Nicolò Colombo, di mettersi alla prova e usare le conoscenze acquisite per andare oltre e ottenere risultati concreti.
Questa a mio giudizio è la valenza più importante del traguardo finora conseguito, che premia sicuramente il loro impegno, e dimostra uno dei principali compiti che l’Università ha nei confronti della società, ovvero formare giovani professionisti capaci, dotandoli degli strumenti culturali per poter affrontare le sfide della loro carriera futura.
I risultati pubblicati sulla rivista scientifica ci fanno ben sperare che la direzione imboccata sia quella giusta, e che in un prossimo futuro si possa giungere ad avere uno strumento che possa essere un ausilio a basso costo per allargare la platea di persone (e di professionisti del settore riabilitativo) che possono usufruirne, ma che sicuramente non può, non vuole e non deve mettersi in competizione con i sistemi professionali di analisi del cammino, ottimi in quanto a precisione e qualità dei dati, e per questo motivo molto costosi da allestire e da utilizzare, e quindi poco diffusi.
L’auspicio finale è che quanto ottenuto finora sia uno sprone a perseverare su questa strada di collaborazione, nella speranza che sempre più attori del territorio vogliano intraprendere con l’Università un percorso di collaborazione fattiva nell’interesse di tutti.

Complimenti a Francesca, Nicolò e alle Luino Ladies, perché senza di loro non avremmo pubblicato nulla!’ Anche la dirigenza delle Ladies è entusiasta: «Siamo felici ed orgogliosi di aver collaborato con il professor Andrea Moriondo e il suo gruppo di ricerca scientifica, le nostre ragazze hanno sempre interpretato con disponibilità ed entusiasmo la componente sociale delle nostre attività extra agonistiche sul territorio, e diamo la nostra piena disponibilità a proseguire l’impegno progettuale con l’Università Insubrica»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 agosto 2019
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