Cinque amici, un furgone e l’Africa nel cuore

Due ragazzi tradatesi insieme al gruppo "Carbonara Mariachi" sono in viaggio verso il Benin per portare un dono speciale all'associazione Ensemble Pour Grandir

Africa - Carbonara Mariachi

E’ quasi al traguardo il viaggio solidale dei Carbonara Mariachi, un gruppo di ragazzi tra i 25 e i 30 anni delle province di Varese e Como, che si sono conosciuti su un campo da rugby e che hanno in comune la voglia di viaggiare, conoscere e aiutare.

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Nel 2017 hanno guidato un vecchio ma ruggente Fiat 900t dall’Italia alla Mongolia per beneficenza, e quest’anno, con nuovi amici e un nuovo furgone si sono lanciati in un’avventura che li ha portato fino nel cuore dell’Africa, in Benin.

Alessandro Trombetta (Er Cicoria), i tradatesi Marco “El Ciccio” Bollini e Andrea Turco (per gli amici El Bongo), e Mariano D’arcangelo “El Pimenta” (a cui si è unito al volo anche Giacomo Petrucci) sono partiti con l’obiettivo di aiutare l’associazione Ensemble Pour Grandir, facendo un passo in più della semplice raccolta fondi, unendo la loro grande voglia di viaggiare con le necessità sul campo dell’associazione.

“Ensemble Pour Grandir – spiegano i ragazzi – è un’associazione con sede a Oudah, fondata nel 2008 che permette alle donne di sostentarsi autonomamente e dà alloggio, cibo, supporto sanitario e scolastico ai bambini e alle ragazze ospitate. Ad oggi è composta da 13 ragazze beninesi, 3 volontarie italiane e da circa 35 minori tra bambini e ragazze. Le donne dell’associazione provengono dal nord del paese, l’area più povera e con il tasso di analfabetismo più elevato. I bambini sono per la maggior parte figli di queste donne che scappano da queste situazioni disperate, altri invece, sono orfani affidati da qualche parente anziano impossibilitato a occuparsene”.

“L’associazione  – proseguono i “Carbonara Mariachi” – è cresciuta molto negli ultimi dieci anni così come la complessità dei progetti in cantiere. Ad oggi, la struttura organizza dei viaggi di turismo solidale ed è stata costruita una casa con alcuni posti letto per questo scopo. Una delle difficoltà che Ensemble pour Grandir deve affrontare riguarda il costo di noleggio di un furgoncino per le attività proposte ai turisti: una grossa spesa per una associazione ancora non strutturata. Inoltre, l’unico mezzo di trasporto attualmente in possesso di Ensemble pour Grandir è un motorino del tutto inadeguato alle attuali necessità sia ordinarie (spesa, spostamenti) che straordinarie (ricoveri ospedalieri per malaria) e l’unica alternativa sono i poco affidabili e costosi taxi collettivi”.

Così è nata l’idea di acquistare un mezzo, arrivare fin laggiù e donarlo all’associazione.

La scelta è caduta su un Fiat Ducato del 1986: “Un mezzo vecchiotto – dicono i ragazzi – ma da esperienza locale lì non sono adatti mezzi prodotti dopo il 1995 perché troppo sofisticati da riparare. Ciò ha comportato il dover acquistare un mezzo vecchio, metterlo a nuovo e dare a loro la possibilità di utilizzarlo per più anni”.

Partiti da Mozzate lo scorso 2 agosto, i Mariachi hanno macinato quasi 9.000 chilometri attraverso Francia, Spagna, Marocco, Mauritania, Mali, Senegal, Burkina Faso, Ghana, Togo e Benin.

Ma perché non comprare il furgone sul posto? “L’acquisto del furgone era il giusto compromesso per mettere a disposizione di Ensamble pour Grandir un veicolo utile agli spostamenti degli abitanti del villaggio e contemporaneamente trasportare del materiale che giace da tempo presso la sede italiana e che non si riesce a spedire tramite nave. Comprare tale furgone in loco, potrebbe sembrare un’opzione percorribile ma, in certi mercati chiusi come i paesi centro africani, i costi dei veicoli di questo tipo sono davvero proibitivi . Lo stesso veicolo sarebbe costato circa tre volte rispetto all’acquisto in Italia”.

Anche imbarcare il furgone tramite nave diventava complicato: “Un furgone non può essere inserito in un container tradizionale ma ha bisogno di un trasporto speciale con costi aggiuntivi. Inoltre i trasporti navali fino alla costa del Benin sono dispendiosi e non ci sarebbe la possibilità di recuperare tale furgone una volta giunto al porto di arrivo. Ma il problema più difficile era lo sdoganamento: tali veicoli per poter essere introdotti nel paese di destinazione necessitano di documentazione alla vendita onerosa e il pagamento di tasse di importazione talvolta superiori al valore del veicolo stesso”.

Alla fine la scelta è caduta sul viaggio, con qualche “trucchetto”: “Conducendo il veicolo direttamente dall’Italia – spieganoi ragazzi – il furgone è passato così come mezzo da semplice viaggio di spedizione turistica in modo da poter eludere in parte i controlli asfissianti alle varie dogane e non dover subire l’inutile tassazione alla beneficienza che molte volte impongono i governi africani”.

I Carbonara Mariachi sono ormai quasi alla fine del lungo viaggio. Tra pochi giorni arriveranno a Oudah, dove ha sede l’associazione Ensemble Pour Grandir, dove si fermeranno per alcuni giorni a dare il loro contributo.

Per seguirli c’è una pagina Facebook, per sostenerli nelle loro imprese mirate – lo ricordiamo – alla beneficienza, potete contattarli scrivendo a carbonaramariachi@gmail.com.

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Pubblicato il 27 agosto 2019
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