“Nessuno va più dal medico di base”, polemica su Giorgetti (che cita Cazzago)

Secondo Giorgetti: "Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista"

Giancarlo Giorgetti

«Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti?». È il pensiero di Giancarlo Giorgetti, il potente braccio destro di Salvini nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel dimissionario governo Conte, espresso ieri al Meeting di Rimini. Nello spiegare il suo pensiero Giorgetti ha citato il suo paese, Cazzago Brabbia: «Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito».

Una posizione che si scontra con quanto sostiene l’associazione di categoria e che cozza anche con quanto successo nelle scorse settimane proprio a Cazzago Brabbia, dove proprio la pensione di uno dei medici di famiglia aveva creato allarme nella comunità. E la reazione dei medici di famiglia non si è fatta attendere. «La crisi di governo deve aver mandato in confusione il sottosegretario della Lega Giorgetti -attacca il presidente della Federazione Italiana Medici di Famiglia, Silvestro Scotti – che evidentemente non riesce più a leggere in modo chiaro i sondaggi, altrimenti ci spieghi come mai si richiama la sovranità popolare e poi non la si rispetta a fronte di sondaggi che vedono i medici di famiglia a più dell’80% di gradimento, primi tra tutte le figure dell’SSN, e lui ci insegna che il popolo si rispetta sempre non a corrente alternata».

Secondo Scotti «se avesse letto con attenzione gli ultimi dati disponibili si sarebbe infatti accorto che sono sempre più gli italiani che ricorrono al medico di famiglia. Questo senza considerare che la rete della medicina di famiglia, con la sua prossimità al paziente, ricoprirà sempre più un ruolo primario nella sanità pubblica, sopratutto nella gestione delle cronicità in un paese (l’Italia) che vede costantemente innalzarsi l’età media». «Pur comprendendo lo stress di un momento politico che vede il sottosegretario evidentemente sotto pressione – ironizza Scotti – non possiamo che stigmatizzare dichiarazioni che denotano un tale distacco dal mondo reale, oltretutto in contrasto con le affermazioni al Senato del leader della Lega Matteo Salvini che invece sottolineavano proprio per il suo partito un ruolo esattamente opposto, fortemente rappresentate, oltretutto, dallo stesso Salvini da una competente e condivisibile valutazione sulle caratteristiche di evoluzione demografica della popolazione italiana».

Il medico di base va in pensione, Cazzago Brabbia e Inarzo in subbuglio

Da qui l’invito a «venire nei nostri studi e sale d’attesa e vedere se sono vuoti e quali siano il modello e i tempi di cura della medicina di famiglia e, forse, più nelle sue competenze, le parti strutturali a sostegno di quanto ha dichiarato, ovvero di valutare le caratteristiche di analfabetismo informatico della popolazione rispetto ad accesso ad una sanità digitale, di valutare la diffusione infrastrutturale (banda larga etc.) nei vari territori del paese, di confrontare la densità demografica di presenza di prossimità della specialistica, di comprendere che invece l’evoluzione della medicina di famiglia richiede investimenti in personale e capacità diagnostica di prossimità vicino fino al domicilio di pazienti che diventano sempre più anziani e cronici. Mi auguro, una volta che la crisi di Governo sarà risolta, che il sottosegretario abbia modo di prendere qualche giorno per riposare, e di fare qualche ricerca sul tema. Magari, potrebbe approfittarne per fare visita nello studio di un medico di famiglia. Scoprirebbe certamente che in una società come la nostra, sempre più attenta ai numeri e meno alle persone, il medico di famiglia è uno dei pochi baluardi che resistono a tutela della salute dei cittadini come persone e non come numeri di sondaggi che si usano quando ci piace».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Tambo

    E chiaro che nessuno di questi politici vive nel mondo reale…si dovrebbe vergognare!

  2. Scritto da Felice

    Questa gente oltre che fuori dalla realtà è anche pericolosa, pericolosa per quello che dice e pericolosa per la tenuta sociale.
    Chi percepisce un reddito di 15.000 € netti al mese e più non ha alcun problema a rivolgersi a prestazioni private, eseguire esami pagando anche cifre ragguardevoli e molto probabilmente usufruendo di congrui rimborsi dal sistema sanitario nazionale.
    Le persone “normali” a voi così estranee (quelle verso cui solitamente non vi affannate a fare condoni fiscali) si rivolgono al medico di base prima di tutto per avere una persona di riferimento, di fiducia a cui poi sottoporre tutte le proprie vicende relative allo stato di salute. Sarà poi lui a prescrivere visite specialistiche ed eventualmente esami medici.
    Senza di lui, il medico di base, si rischierebbe di andare a caricare eccessivamente gli ospedali pubblici che rischierebbero il collasso, ospedali che già sono oberati nel fornire prestazioni molto onerose da codice bianco, assolutamente non di competenza di un ospedale ma da medico di base.
    Il medico di base svolge anche tutta quella assistenza relativa ai malanni di stagione, dalla influenza alle vaccinazioni e svolge anche il necessario supporto per erogare le giornate di malattia verso il datore di lavoro.
    Si vede che Giorgetti non deve giustificare la propria presenza nelle aule di governo. Le persone comuni purtroppo se stanno male e devono assentarsi dal lavoro si devono affidare al medico di base per il giustificativo a carico del SSN.
    Ancora una volta la Lega, in un eccesso estivo da bàuscia si dimostra per quello che è, lontano anni luce dal mondo reale….accecata dal sole estivo scivola su tantissimi punti, così tanti che mi tremano già le gambe al pensiero che questa gente potrebbe avere voce in capitolo sulla finanziara dello Stato. Se gestite la economia domestica come gestite il medico di base c’è da scappare!

  3. Scritto da vitrecca

    Purtroppo la colpa non è di questi scellerati che non sanno dove stanno di casa. Il problema alla radice sono quelli che li hanno votati e ce li ha messi li. Chi di voto ferisce di voto perisce.

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