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Nuovo allarme sulla pediatria ma l’ospedale nega

Secondo il Comitato per il Diritto alla salute del Varesotto la pediatria, pur funzionante, si vede sottrarre personale. Il direttore Gelmi spiega cosa sta avvenendo

ospedale di gallarate

Nuova denuncia del Comitato per il Diritto alla salute del Varesotto contro l’Asst Velle Olona. Al centro delle critiche la pediatria di Gallarate, finita sotto i riflettori già la primavera scorsa per un’ipotesi di chiusura: « Dopo la chiusura dell’oncologia a Busto Arsizio, la pediatria a Gallarate ha riaperto – si legge nella nota – . Risultato frutto anche, ne siamo certi, dell’ondata di indignazione che si abbattuta sul direttore generale a seguito della denuncia del Comitato per il diritto alla salute.

Il DG ha proseguito però nello spostare il personale della pediatria di Gallarate verso altri reparti e personale infermieristico e medico che si è trasferito o che ha lasciato il lavoro non è stato sostituito. Le cure in reparto sono garantite oggi attraverso turni di 12 ore e con l’utilizzo del personale del nido del reparto di ostetricia ginecologia, reparto che perde quindi le risorse pure necessarie a mantenere la qualità del servizio offerto. Non sarà forse un caso che il CUP, per qualche mese, ha smesso di accettare prenotazioni di donne incinte per Gallarate, che hanno dovuto rivolgersi altrove.
Il tutto di nuovo senza dare informazioni e motivazioni a noi utenti della sanità, a noi che con le nostre tasse l’ospedale e la sanità la paghiamo».

Le dichiarazioni, però, non trovano corrispondenza nella situazione descritta dal direttore medico del Sant’Antonio Roberto Gelmi: « La pediatria, alla fine, non ha mai chiuso. È rimasta con i suoi 8 posti letto che sono assolutamente adeguati alla richiesta. I bambini vengono sottoposti a interventi chirurgici come sempre e trovano accoglienza nel reparto di pediatria come è naturale. Quanto alle donne in attesa, non comprendo il nesso tra ostetricia e pediatria: non abbiamo alcun problema e le prenotazioni per l’iter di gravidanza sono rimaste invariate. Così i turni di 12 ore: se si riferiscono alla notte, è normale che si lavori dalle 20 sino alle otto.
Piuttosto credo che la diminuzione di personale a cui si fa riferimento nella nota sia da collegare ai turni che i medici degli ospedali di Busto e Gallarate stanno effettuando per coprire i turni di Saronno dove la situazione è più difficile».

Il Comitato, poi, rivolge le critiche ai sindaci Cassani  Antonelli: «Intanto in Regione proseguono i lavori per l’accordo di programma per l’ospedale unico e la chiusura degli ospedali esistenti di Gallarate e Busto Arsizio. I sindaci delle due città, benché tutori della salute pubblica, sono consultati esclusivamente sulle strade che non ci sono per raggiungere l’ospedale unico che vogliono costruire a Beata Giuliana.
Regione e sindaci continuano a ignorare l’evidente contrarietà dei cittadini e delle cittadine all’ospedale unico. Continuano ad acconsentire al ridimensionamento degli ospedali esistenti, senza proferire parola al riguardo. Obbligando, chi può, a rivolgersi al privato. Lasciando tutti gli altri che non se lo possono permettere, ad attendere di essere curati con tempi sempre più lunghi. Ma quando si è malati, tanto più se si è pazienti oncologici o bambini, il tempo per ottenere la cura è fondamentale».  

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Pubblicato il 27 settembre 2019
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