“Palpeggiata mentre passeggiavo in via Dandolo”

Un'altra lettera, dopo le due su piazza Repubblica. "Non mi interessa incrementare la paura del diverso, ma ci sono zone della città ormai davvero poche sicure"

Generico 2018

Spettabile Redazione di Varese News,
ho deciso di scrivervi dopo aver letto gli articoli che riguardano le esperienze poco piacevoli di due ragazze in Piazza della Repubblica e per condividere la mia.

In primo luogo vorrei esprimere loro solidarietà perché mi fa arrabbiare, ma allo stesso tempo mi fa perdere fiducia nel mondo intero, leggere i commenti di persone (in modo particolare di donne) che ritengono che si tratti del “niente”, di esagerazioni, di falsi allarmismi ecc.

A questo punto la domanda mi sorge spontanea: ma se cose simili capitassero a voi? Se capitassero a vostra figlia, sorella, madre… cosa fareste? Non avreste paura?
Sono una ragazza di 21 anni, nata e cresciuta a Varese. Negli ultimi anni ho notato un degrado crescente in diverse zone della città, ma comunque mi sono sempre sentita abbastanza sicura e libera di camminare per le vie del centro senza farmi troppe paranoie.
Qualche settimana fa, sabato 10 agosto ore 23.30 circa, dopo aver parcheggiato la mia auto in via Dandolo, io e una mia amica stavamo raggiungendo il resto del nostro gruppo di amici nel solito bar per passare la serata insieme come ci è consueto fare ogni sabato sera.

Mentre camminavamo, nella direzione opposta ma sullo stesso marciapiede, sopraggiunge un gruppo di uomini (di nazionalità straniera, mi spiace doverlo sottolineare). Nel momento in cui eravamo l’uno di fianco all’altra, sento la mano di uno di loro toccarmi e palpare il mio “fondo schiena”.
Giuro, è successo tutto talmente in fretta che neanche la mia amica si è accorta di nulla.
Non so come, sarà stata la rabbia, l’umiliazione subita, il senso di impotenza… mi sono girata e ho iniziato a urlare. Ma le mie urla sono state vane, sia perché questo “uomo” ha fatto finta di niente, sia perché per strada non c’era nessuno…

La mia intenzione non è quella incrementare la “paura del diverso”, come ho letto tra alcuni commenti dei vostri articoli, né fare di un’erba un fascio, perché la persona in questione sarebbe potuta essere gialla, rossa, verde, blu… ma perché uno sconosciuto o chi per essi dovrebbe avere il diritto di toccare una sconosciuta? Perché una ragazza, una donna deve sentirsi insicura di camminare nella propria città? Perché in determinate zone e dopo una certa ora noi donne dobbiamo essere accompagnate dagli uomini se no “ce le andiamo a cercare”? Perché io cittadina di Varese mi devo privare di passeggiare in determinate piazze, o sono costretta a fare chilometri in più pur di non passare in certe vie?

Se fino al 10 agosto non avrei mai pensato che mi sarebbe potuto succedere ciò, ora temo anche peggio. Spero che la mia lettera possa incentivare chi di dovere a fare qualcosa di concreto affinché noi cittadini e cittadine possiamo sentirci al sicuro.
Grazie per l’attenzione,
E. M.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Settembre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Chris757575

    Purtoppo è così e sarà sempre peggio se non si interviene! ohimè a Varese c’è Pd…..per loro sono risorse…

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