Al lavoro in nero ma col reddito di cittadinanza: denunciati

Il caso dell’addetto di un banco del mercato rionale nel Comasco: lo stato gli erogava oltre 500 euro al mese

Evasione fiscale Gallarate

Impiegati in un lavoro, ma percettori del reddito di cittadinanza. Li hanno scoperti i finanzieri della compagnia di Erba denunciati alla Procura della Repubblica di Como.

La Compagnia di Erba, nel corso di quest’anno ha scoperto 39 lavoratori in nero di cui 2 lavoratori, cittadini italiani, denunciati in quanto pur percependo il reddito di cittadinanza, sono stati trovati intenti a lavorare presso esercizi commerciali.

L’attività del Reparto è proseguita facendo emergere un altro lavoratore in nero, anch’esso percettore del reddito di cittadinanza, residente in Mandello del Lario (LC), che è stato trovato intento a lavorare presso un banco del mercato rionale di Erba

L’attività del Reparto è proseguita facendo emergere un altro lavoratore in nero, anch’esso percettore del reddito di cittadinanza, residente in Mandello del Lario (LC), che è stato trovato intento a lavorare presso un banco del mercato rionale di Erba (CO).
Attraverso le banche dati in uso al corpo, è stato possibile rilevare che il lavoratore aveva richiesto il reddito di cittadinanza ottenendo un sussidio del valore complessivo di € 535,85 relativo ai mesi da maggio a settembre scorsi.

Il lavoratore è stato, pertanto, denunciato alla locale Autorità Giudiziaria, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del D.L. n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito in Legge 28/03/2019, n. 26, norma che sanziona, con la reclusione da uno a tre anni, l’omessa comunicazione della variazione del reddito o del patrimonio nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio e, laddove intervenga una condanna definitiva e/o altre circostanze previste dall’art. 7, comma 3, della Legge in argomento, prevede la revoca del beneficio con effetto retroattivo e il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito.

A carico del datore di lavoro, invece, sono state applicate le previste sanzioni amministrative che prevedono, nel caso di impiego di lavoratori percettori di reddito di cittadinanza, una maxi sanzione aggravata non sanabile che va da un minimo di €. 2.160,00 ad un massimo di €. 12.960,00.

Le attività ispettive della Guardia di Finanza, in materia di spesa pubblica, hanno come obbiettivo il contrasto ai comportamenti illeciti ed alle frodi perpetrate a danno dei settori previdenziali ed assistenziali, mirando a garantire l’effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione ed evitando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Ottobre 2019
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