Cesate, parla il sindaco: “Dispiaciuto, ma abbiamo fatto il possibile”

Ad un mese dall'incendio che ha distrutto alcuni appartmenti, il primo cittadino Roberto Vumbaca ha fatto il punto della situazione e ha spiegato le azioni messe in atto dal Comune

Incendio di Cesate: “Vogliamo tornare ad abitare a casa nostra”

E’ trascorso un mese esatto dall’incendio scoppiato nel pomeriggio di sabato 21 Settembre a Cesate. A prendere fuoco è stato il condominio di via Vecchia Comasina al numero civico 50, un complesso di 5 appartamenti: da uno di essi è divampato l’incendio, che propagandosi verso l’alto ha danneggiato soprattutto l’ultima delle cinque palazzine, sulla quale è stata disposta una diffida per tutelare l’incolumità dei sei cittadini che vi alloggiavano.

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Roberto Vumbaca, sindaco di Cesate, ha fatto il punto della situazione, spiegando cosa potesse fare il Comune e come si è concretamente mosso a sostegno dei colpiti. “Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto, comprendo perfettamente il lato umano ed emotivo dei cittadini colpiti ai quali l’incendio ha portato via un patrimonio di beni affettivi che appartengono alla loro storia. Saputo dell’incendio mi sono mosso subito per allertare la protezione civile e ho provato a contattare alcuni alberghi in zona. Ho chiesto anche la disponibilità della palestra della scuola come sistemazione temporanea già per la notte stessa, ma in qualità di Sindaco purtroppo non possiamo intervenire come vogliamo in vicende private e non possiamo ripristinare autonomamente questo tipo di situazioni”.

La ristrutturazione del condominio spetta infatti all’assicurazione, mentre vige ancora la diffida sull’ultimo dei cinque appartamenti, quello maggiormente danneggiato: “Le fiamme erano molto alte, ma la perizia del funzionario dei Vigili del Fuoco ha mostrato che non ci sono stati danni strutturali. Non era quindi dichiarabile l’inagibilità dell’edificio, ma è stata comunque disposta una diffida esclusivamente per motivi di sicurezza, anche perchè l’acqua utilizzata per spegnere il fuoco aveva allagato le case. L’assicurazione darà una risposta a breve e coprirà tutti i costi”. Il primo cittadino ha fatto capire di non poter andare oltre le leggi vigenti per situazioni come queste: “Dare un alloggio comunale significherebbe creare un danno erariale per chi è in graduatoria per le case popolari, purtroppo i fondi comunali non possono essere usati per circostanze simili, non possiamo intervenire su stabili che non ci appartengono, ma ci siamo comunque assicurati del fatto che tutte le famiglie trovassero subito una sistemazione”.

Incendio di Cesate: “Vogliamo tornare ad abitare a casa nostra”

Il Comune ha immediatamente lanciato una colletta a sostegno delle vittime dell’incendio, appoggiandosi alla Croce Viola, ente di assistenza pubblica. “Non essendo un evento legato a una calamità naturale lo Stato non può intervenire e non possono essere utilizzate le risorse del bilancio comunale. Abbiamo perciò organizzato una catena caritativa con la Croce Viola rendendo concreta la volontà dei cittadini di aiuto e di sostegno verso i colpiti, e assecondando il loro desiderio tramite l’unica modalità possibile. C’è stata da subito tanta attenzione verso le vittime, e dopo un confronto con la Protezione Civile e la Giunta Comunale abbiamo deciso di orientare la volontà dei cittadini appoggiandoci per la raccolta fondi non a un ente qualsiasi, ma alla Croce Viola, che ha un indice di affidabilità assoluta su Cesate”. La situazione rimane quindi in via di sviluppo e il Comune vigila: “L’amministratore dello stabile sta gestendo il rifacimento della copertura dell’edificio e l’assicurazione coprirà tutti i danni causati dall’incendio. Noi monitoriamo consapevoli di aver fatto dal punto di vista tecnico tutto il possibile“, ha concluso il primo cittadino cesatese.

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Pubblicato il 21 ottobre 2019
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