Aule gelide al Facchinetti: gli studenti chiedono risposte

Nonostante le proteste e malgrado lo sciopero, le temperature all'interno di aule e laboratori rimangono troppo basse

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“Scioperiamo ma nessuno ci ascolta”. È l’amara considerazione degli studenti dell’Isis Facchinetti di Castellanza.

Alle prese con i problemi di freddo in aule e laboratori, i ragazzi hanno prima provato con la via delle richieste e della diplomazia. Poi sono passati agli atti dimostrativi. Ma il risultato non è cambiato: le aule rimangono fredde.

Chiedono, quindi, di avere attenzione perché le lezioni, in questo modo, diventano davvero difficili e non vogliono più perdere ore di scuola.

« Noi alunni membri del CDI dell’istituto tecnico-professionale ISIS C. Facchinetti di Castellanza viviamo da diversi giorni il problema derivante dalle basse temperature nelle aule e negli ambienti scolastici, fondamentalmente nei laboratori posti al piano seminterrato e nei piani superiori del complesso.

Durante la settimana passata abbiamo dato il via a una forma di protesta civile, ma teniamo a sottolineare ferma, per sensibilizzare circa il nostro disagio.

In questa circostanza abbiamo riscontrato la disponibilità da parte della dirigenza scolastica che si è impegnata non solo a fornirci risposte più che comprensive sulle motivazioni dell’inconveniente, ma anche a mobilitarsi rapidamente circa la risoluzione dei problemi segnalati, dimostrandoci tangibilmente di aver fatto quanto nelle sue possibilità.

Arrivati a questo punto, e memori del fatto di aver recato disagio e scompiglio all’istituto, sperando forse ingenuamente in una risoluzione immediata e completa della problematica, ci siamo scontrati con una realtà ben diversa, in quanto parte del danno a noi studenti recato non è stato preso in considerazione dagli organi competenti.

Ci aspettiamo, dopo questa formale denuncia per gli evidenti inconvenienti che vivono quotidianamente studenti, docenti e personale, un serio programma di manutenzione degli impianti, al fine di garantire temperature più idonee, e che l’ente Provincia, proprietario dell’immobile, si faccia carico di garantire un ambiente salubre all’interno del quale svolgere le attività regolarmente.

Inoltre, per dimostrare che non pretendiamo senza dare nulla, dopo attenta riflessione, i rappresentanti degli studenti si impegneranno a sensibilizzare il corpo studentesco ad un comportamento più consono e rispettoso della proprietà pubblica e di uso collettivo al fine di prevenire eventuali problemi che potrebbero scaturire qualora risultassero problematiche al di fuori della responsabilità della Provincia e dello stesso istituto.

Cordiali Saluti»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 dicembre 2019
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