Foto di armi nel telefono, condannati

Due giovani stranieri ritenuti colpevoli dopo aver perso il cellulare nei pressi di un incendio boschivo, da cui uno dei due è stato scagionato

Avarie

Classe 1999 e 2000 in Italia senza fissa dimora: uno è stato sottoposto a fermo nei pressi del posto di polizia di Luino perché gravato della misura della presentazione alla polizia giudiziaria (l’obbligo di firma, praticamente), l’altro addirittura all’interno di una tenda montata sul tetto di un edificio in disuso a Milano, scoperto dai carabinieri dell’investigativa del capoluogo lombardo.

Li cercavano perché nel dicembre del 2018 erano sul luogo di un incendio boschivo nelle alture fra Montegrino Valtravaglia e Cugliate Fabiasco: arrivarono vigili del fuoco per spegnere le fiamme e i carabinieri che trovarono un telefono cellulare e degli indumenti. Cosa ci facevano quei due giovanissimi in quel posto?

Mille sono le ipotesi (in quei boschi si segnalarono diversi episodi di spaccio di eroina), sebbene i due fossero oggi dinanzi al Collegio di Varese in un processo che li vede imputati per il reato di detenzione abusiva d’armi da fuoco e – solo per uno dei due – per incendio colposo.

Il giudice oggi, martedì ha condannato entrambi, ma per il porto d’armi: 10 mesi e 20 giorni uno, 1 anno e 4 mesi l’altro assolto per l’incendio.

La condanna è arrivata dopo la ricostruzione di quei fatti durante la fase dibattimentale nella quale decisivo è stato l’esame della copia forense del cellulare trovato fra le foglie, dove i carabinieri del nucleo investigativo di Luino hanno trovato alcuni scatti e video che ritraevano i due in pose alla “Rambo“ con alcune armi da fuoco.

Istantanee e “frame“ di filmati che ritraevano i due con in mano armi ritenute vere dai carabinieri e dal tribunale, che oggi ha escusso, nel corso dell’ultima udienza, un maresciallo dell’Arma in servizio proprio nella cittadina sul Lago Maggiore.

Le armi tenute in mano da due sono pistole particolari: una era in dotazione agli ufficiali dell’ex Armata rossa, una Tokarev calibro 7,65; l’altra, di un calibro inferiore, è una Taurus 6,35: entrambe le armi avevano, secondo le foto le munizioni nel caricatore.

Ma né le cartucce, né le due pistole sono state trovate dai carabinieri: sono bastate le foto ad inchiodare i due giovani alle loro responsabilità, foto scattate l’11 e il 15 dicembre 2018, mentre il video che li ritrae risale al 13. L’incendio che distrusse il bosco risale invece al 30 dicembre 2018.

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Pubblicato il 28 gennaio 2020
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