La Tosca arriva a Varese, e annega nella plastica

L’opera di Giacomo Puccini trova una nuova lettura nella produzione di Red Carpet Teatro e Giorni Dispari Teatro: l'appuntamento è per domenica primo marzo

Tosca

È una Tosca plastificata e destinata a soffocare nella plastica quella che sarà messa in scena a Varese domenica 1 marzo alle 17 al Teatro di Varese Openjobmetis).

A 120 anni dalla prima rappresentazione, che avvenne il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma, l’opera di Giacomo Puccini trova una nuova lettura, molto contemporanea, nella produzione di Red Carpet Teatro e Giorni Dispari Teatro  seguendo la nuova coscienza ambientale.

Dopo l’esperienza dell’anno scorso con il Don Giovanni di Mozart, Varese si apre nuovamente all’opera lirica, con un progetto realizzato con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto e il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, sotto il patrocinio del Comune e di Medici con l’Africa Cuamm Varese.

«Il nostro progetto di produzione “In Opera – Tosca between Opera & Theatre” vuole coniugare il massimo rispetto per il genere operistico, che dà assoluta centralità alla musica, con una messinscena di impronta teatrale per tutto ciò che riguarda l’aspetto visivo – spiega Serena Nardi, regista della Tosca e direttrice artistica del progetto “Ritorno dell’opera a Varese” – Ci muoviamo nell’ambito della contaminazione perché è questa la cifra artistica che meglio può rappresentare il presente».

In questo, la produzione ha voluto al suo fianco le scuole di Varese in un percorso di formazione all’opera, con quasi 500 studenti coinvolti. «Con gli alunni del liceo musicale statale Manzoni siamo andati oltre, inserendo la Tosca in progetto di alternanza scuola-lavoro: grazie alla collaborazione di Massimiliano Broglia, docente di canto al Manzoni, alcuni ragazzi faranno parte del coro insieme con il Coro Varese Estense diretto da Irene Guerra – ha proseguito Nardi – Ed è guardando ai giovani che rivolgiamo il messaggio di questa opera, che non è solo di valorizzazione della lirica, ma anche di sensibilizzazione sui temi ambientali.  Ed è pensato per i giovani il taglio stilistico e contenutistico dello spettacolo: il nostro stile di produzione infatti, iniziato con Don Giovanni e proseguito con Tosca e Butterfly (che verrà messa in scena a luglio, ndr), guarda molto al teatro: noi arriviamo da lì, e vogliamo che l’opera provi una strada diversa, che parli il linguaggio della contemporaneità, in una delle sue storiche “culle”, Varese».

Accanto ai giovani, nello spettacolo ci saranno anche professionisti di altissimo livello: la soprano Renata Campanella (Tosca) che interpreterà la romanza “Vissi d’arte, vissi d’amore”, il tenore Max Jota (Mario Cavaradossi) cui è affidata la famosa aria “E lucevan le stelle” e il baritono Marzio Giossi (barone Vittelio Scarpia), con Stefano Giaroli alla direzione dell’Orchestra delle Terre Verdiane presente grazie alla collaborazione con l’associazione Fantasia in RE di Reggio Emilia. In una produzione che vede una direzione molto varesina: dalla regista alla scenografa, al capocoro.

«Il ritorno dell’opera lirica a Varese con una produzione varesina è motivo di orgoglio per il Comune – ha commentato il sindaco Davide Galimberti  –In questi anni l’offerta culturale è cresciuta e abbiamo intenzione di proseguire su questa strada. Certo, come sempre quando si parla di cultura i fondi non bastano mai: idee e intuizioni devono fare i conti con risorse economiche. IL fatto che questa produzione abbia il sostegno di tanti dimostra che la cultura è ben protetta».

Questa tensione verso l’attualità è stata condivisa dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Siamo presenti in molti eventi sul territorio, ma questo ci fa particolarmente piacere – afferma il vicepresidente della Bcc, Diego Togher – Perchè si tratta di un progetto la cui azione di formazione e di coinvolgimento delle scuole permette di far crescere i giovani, coinvolgendoli tra l’altro in un tema, quello ambientale, che è pressante e impegna ciascuno direttamente».

«Sostenere e tutelare il patrimonio artistico della comunità è una delle priorità della nostra Fondazione e il teatro d’opera, è uno dei più grandi patrimoni italiani – ha commentato Massimiliano Pavanello, segretario generale della Fondazione Comunitaria del Varesotto – Siamo felici del fatto che, attraverso la Tosca e altre opere nel cartellone di Red Carpet Teatro e Giorni Dispari Teatro, questa espressione della vita culturale possa continuare a vivere a beneficio dei cittadini e dell’intera comunità: con un progetto, tra l’altro, che realizza importanti sinergie nel territorio. Una cosa che apprezziamo molto».

«Dobbiamo un grazie a Serena Nardi per il sostegno – ha aggiunto infine Dino Azzalin, presidente Apa e past president Cuam medici con l’Africa Varese – l’anno scorso in occasione dei 20 anni di Apa abbiamo invitato proprio in questo teatro la PFM e grazie a questi fondi abbiamo aperto uno studio dentistico nuovo in Africa

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2020
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