I Comuni dubbiosi scrivono a Coinger: “Quanto ci costerebbe andarcene?”

A inizio autunno i Comuni soci dell'azienda si sono dati un anno per decidere definitivamente sulla Tariffa puntuale di bacino. Ora i paesi critici iniziano a muoversi per capire cosa comporta l'uscita

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A ottobre si era arrivati ad un primo punto fermo, ma il destino del progetto di Tariffa puntuale di bacino per i Comuni serviti da Coinger rimane in bilico.

Il fronte dei Comuni critici infatti non ha intenzione di desistere, rispetto alle richieste di maggiore autonomia. «Ci si può muovere in ottica di consorzio, ma la gestione deve rimanere ai Comuni» sintetizza Mirko Zorzo, sindaco di Albizzate.

I nove Comuni contrari alla tariffa di bacino – Albizzate,  Azzate, Buguggiate, Brunello, Carnago, Cavaria con Premezzo, Gazzada Schianno,  Mornago, Oggiona con Santo Stefano – si sono mossi ora congiuntamente per chiedere maggiore chiarezza a Coinger su un eventuale addio alla società di gestione dei rifiuti.

«Abbiamo incaricato due avvocati per scrivere a Coinger per sapere esattamente cosa comporti il recesso» spiega ancora Zorzo. «Oggi il dato esatto non l’abbiamo: ad una prima richiesta Coinger ci ha rinviato al costo  che è stato sostenuto da Lozza», piccolo Comune che ha lasciato  per primo la società sovracomunale, «ma non è sufficiente per capire quanto costerebbe».

Ogni Comune che – ipoteticamente –  recede dovrebbe ricevere la quota sociale, ma contemporaneamente sono previsti anche costi, che vanno valutati con attenzione. Ora: quello con l’avvocato è un passaggio formale e interlocutorio, ma è chiaro che segnala la volontà dei nove Comuni, che (se non hanno deciso) di certo valutano l’ipotesi di lasciare.

«La attuale controproposta concede solo un anno per arrivare alla tariffa puntuale di bacino, intanto già si stanno facendo investimenti con risorse dei Comuni». Il ragionamento è più o meno questo: non ha senso attendere fino all’estate prossima per capire come muoversi, rischiando poi di andare troppo avanti nel tempo con la decisione- «Ormai la scelta eventuale è già imminente, vogliamo informazioni per conoscere cosa comporti esattamente».

Certo, c’è sempre la speranza che da Coinger arrivi «un segnale di apertura o di mediazione». Cioè una disponibilità a lasciare autonomia finanziaria ai singoli comuni: tariffa puntuale, ma non di bacino.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2020
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