Parte da Varese la riscossa social dei musei contro l’emergenza

L'hashtag #museichiusimuseiaperti è stato lanciato da Livia Cornaggia, la responsabile del Museo Tattile di Varese dopo l'ordinanza di chiusura a causa del Coronavirus ed è stato ripreso da realtà di tutta Italia

Il Museo Tattile compie un anno

È partito da Varese l’hashtag che sta spopolando sulle pagine social dei musei di tutto il Nord d’Italia. A lanciarlo è stata Livia Cornaggia, la responsabile del Museo Tattile Varese quando si è trovata davanti l’ordinanza di chiusura del museo, a causa del Coronavirus.

«Davanti a quella mail mi sono chiesta come potevo invertire la rotta», spiega. Così ha aperto Twitter e ha lanciato l’hashtag #museichiusimuseiaperti con un messaggio molto semplice: «Facciamo in modo che i nostri visitatori ci possano visitare anche se siamo chiusi, mostrando o raccontando loro qualcosa di speciale? Che ne dite?».

A rispondere all’appello sono state centinaia di realtà, soprattuto del Piemonte ma anche da Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto. «Sono sorpresa dalle dimensione che sta prendendo questa iniziativa, ma sono molto contenta. Il mio intento era quello di creare una rete di sostegno tra noi e vedere che l’adesione è ampia è molto positivo. Inoltre, volevo fare in modo che le persone non perdessero l’abitudine di andare nei musei».

Da domenica sera quindi, le strutture hanno iniziato ad utilizzare l’hashtag per raccontare le loro opere, per far conoscere sale espositive, per far sentire che nonostante l’emergenza, il mondo della cultura c’è e ha bisogno di andare avanti. «Penso che sia una iniziativa che possa incuriosire i cittadini e spingerli a visitare realtà che prima non conoscevano. Abbiamo sempre utilizzato il web per promuovere le nostre attività, perchè non farlo ora?».

Generico 2018

E così quello che non si può vedere dal vivo, lo si guarda nelle stories di Instagram, nei post di Facebook o su Twitter, visitando virtualmente i Musei Reali di Torino, le Gallerie Estensi di Modena, il Museo multimediale dedicato alla storia del ’900 di Venezia, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Museo Archeologico di Arcevia, i musei della Fondazione Torino Musei e così via. «La cosa bella è che tutti hanno dato un riconoscimento alla nostra iniziativa e penso che questa rete andrà coltivata anche dopo questo periodo di emergenza», racconta Cornaggia che ha fondato il museo tattile nel 2011, insieme all’Associazione Controluce Onlus, e che oggi contata cinquemila e cinquecento visitatori l’anno e mille e cinquecento bambini che frequentano i nostri laboratori.

«Speriamo di poter riaprire il prima possibile e sarà interessante capire come è cambiato il flusso dei nostri visitatori dopo questa iniziativa». Intanto, il mondo dell’arte continua a raccontarsi sul web, riempiendo le wall di quadri del ‘700, di automobili d’epoca, di arte contemporanea, di statue del ‘900. Qualcosa è già cambiato.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 27 febbraio 2020
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