Stop alla pesca del luccioperca dal 1° marzo

La Regione Lombardia ha accolto la richiesta della Cooperativa dei pescatori: una misura essenziale per tutelare la frega dei pesci, che da qualche anno avviene in anticipo

cazzago brabbia  - vita da pescatori di antonia rana

Sta succedendo qualcosa al Lago di Varese, che ci porterà da qualche parte, anche se non è ancora ben chiaro dove. Quel che è certo è che i cambiamenti in corso hanno conseguenze dirette, la prima delle quali è uno stop alla pesca del luccioperca, per pescatori professionisti e sportivi, da domenica 1° marzo al 15 di maggio. 

La decisione è stata presa dalla Regione Lombardia su richiesta della Cooperativa dei pescatori e la motivazione la spiega Paolo Giorgetti, cazzaghese, già presidente della Cooperativa dei pescatori, docente di Ingeneria all’Università e grande esperto di lago: “Si sta assistendo anche nel nostro lago ad una variazione ambientale tale per cui anche i periodi di frega dei pesci si stanno lentamente modificando.
Alla luce di una stagione particolarmente calda è abbastanza probabile che anche questa primavera si assista ad un anticipo della frega di molti pesci fra cui quella del Luccioperca.
La Regione ha quindi accettato la proposta della Cooperativa di  modificare il periodo di fermo biologico, per il luccioperca appunto, che quest’anno è quindi stato fissato dal 1° marzo al 15 maggio.
Un periodo anticipato e prolungato di un paio di settimane rispetto a quanto accadeva in passato per consentire a tutti i pesci di compiere il loro ciclo“.

In sostanza i pescatori si erano accorti già lo scorso anno che il periodo in cui i pesci del Lago di Varese deponevano le uova, era anticipato rispetto al solito. La deposizione avviene quando l’acqua raggiunge i 12 gradi circa e si svolge solitamente in tarda primavera, tra aprile e maggio: lo scorso anno invece a marzo la frega era già cominciata.

“Crediamo dipenda dal fatto che la temperatura del Lago di Varese è salita di qualche grado. Non sappiamo se la causa sia da attribuire ai cambiamenti climatici: i pescatori, però, si sono resi conto l’anno scorso che a marzo i pesci erano già molto gravidi; abbiamo quindi deciso di anticipare il periodo di sospensione della pesca, in modo da tutelare la frega” dice ancora Giorgetti.

Tra l’altro il luccioperca pescato e poi rilasciato, a differenza di altri predatori, ha una bassissima probabilità di tornare nel nido, e rischia di morire proprio perché lo stress blocca la deposizione delle uova.

Ma non è tutto. “Ci stiamo accorgendo che nel Lago di Varese sta accadendo qualcosa – spiega Paolo Giorgetti: esattamente come nel 1960, quando l’inquinamento cominciò a mostrare le prime conseguenze, oggi ci siamo resi conto che la fauna si sta modificando. I gardon sono diminuiti, forse a causa anche dei cormorani, ma anche il numero dei pesci gatto è calato. Potrebbe essere anche legato ad un aumento dell’ossigeno nell’acqua: il che vorrebbe dire che le misure messo in atto dalla Regione per “curare” il Lago, stanno sortendo degli effetti. Insomma, potrebbero essere segnali positivi. Un cambiamento è in corso, dove ci porterà lo scopriremo tra qualche anno”

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Pubblicato il 28 febbraio 2020
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