Un morto per Coronavirus a Ferno

La comunicazione del Primo Cittadino. Confermato anche il contagio di un'altra persona

candela lutto coronavirus

Un decesso per Coronavirus a Ferno. A darne notizia è il Sindaco Filippo Gesualdi. «Carissimi concittadini, ho avuto comunicazione, da parte dell’ATS Insubria di Varese, che anche la nostra comunità è stata colpita da un lutto da Coronavirus. Infatti è stato confermato il decesso di una persona, ricoverata presso una struttura ospedaliera, dovuto al   COVID – 19. Sono certo di interpretare i sentimenti di cordoglio della comunità, cui unisco i miei e quelli dell’Amministrazione. Un’altra persona inoltre è risultata positiva.  Pertanto, al momento, i positivi al COVID – 19 sono 9. Anche per i nuovi casi, sono stati attivati tutti i protocolli medici e predisposte le misure necessarie per la tutela di chi potrebbe aver avuto contatti con le persone ricoverate, a cui formulo gli auguri di una pronta guarigione; sono vicino, e con me tutta l’Amministrazione, alle persone che sono in ansia per i loro cari. Vi chiedo di continuare a rispettare scrupolosamente le norme contro la diffusione del virus. La guerra contro questo nemico insidioso ed invisibile sarà ancora lunga. Ma dobbiamo resistere. Vi ricordo che la Polizia Locale e le altre Forze dell’Ordine, inoltre, stanno operando con la massima attenzione affinché si rispettino le norme contro la diffusione dell’epidemia. Se ognuno di noi farà la sua parte #INSIEMECELAFAREMO».

Quando si parla di protocolli medici, spiega il Sindaco Gesualdi, si fa riferimento all’attività di monitoraggio che viene svolta dall’Ats sul territorio nei confronti di tutte le persone che abbiano avuto contatti diretti con i pazienti positivi al Covid-19. Queste persone vengono sottoposte ad un periodo di quarantena e seguite dal personale della Protezione Civile che, sottolinea Gesualdi, “non smetterò mai di ringraziare per tutto quello che sta facendo. Il mio sentito ringraziamento, unitamente a quello di tutta la comunità, va a loro e a ciascun addetto del personale medico, sanitario e parasanitario ”. Massimo attivismo anche da parte dei servizi sociali e del C.O.C. per contenere le situazioni di disagio di cittadini già in difficoltà e per quelle persone senza fissa dimora che vivono sul territorio comunale. A loro, sempre grazie ai volontari della Protezione Civile, vengono garantiti pasti caldi e materiale per la cura personale. 

Per quanto riguarda, invece, le misure che l’Amministrazione sta adottando sul territorio per contrastare l’epidemia da Coronavirus, proseguono senza sosta i controlli messi in atto dalla Polizia Locale, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza per verificare che le disposizioni normative – Io resto a casa – vengano rispettate rigorosamente, denunciando tutte quelle persone che violano le regole creando situazioni di pregiudizio per se stesse e per gli altri. Controlli e regolamentazione anche da parte dei volontari della Protezione Civile delle code all’esterno dei supermercati, delle Poste e, il giovedì (unico giorno di apertura della piattaforma ecologica per lo smaltimento dei rifiuti verdi privati), anche della discarica del paese, per evitare che si creino assembramenti. 

Se rispetteremo le regole, rassicura il Sindaco Gesualdi, se saremo cittadini responsabili e se metteremo in campo tutto il nostro senso civico, riusciremo a contrastare la pandemia e a riprendere il controllo delle nostre vite. «In questi giorni – conclude Gesualdi – sono in contatto diretto anche con due ditte fernesi, la ITC e la New CI, produttrici rispettivamente di abbigliamento e materiale tessile per la notte, che in questo momento di emergenza si sono riconvertite alla produzione di mascherine. Voglio ringraziare anche loro per l’impegno e per lo spirito imprenditoriale capace di adattarsi a tutte le esigenze, anche quelle più emergenziali, a fronte delle difficoltà di approvvigionamento di mascherine che si stanno affrontando quotidianamente». Anche il loro contributo sarà fondamentale per preservarci e per uscirne. Le mascherine verranno immesse sul mercato dopo la certificazione da parte della Regione Lombardia, in forza del protocollo produttivo studiato da Regione e Politecnico di Milano per garantire l’idoneità del materiale prodotto.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2020
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