La quarantena di Gioele: viola di noia e gioia al profumo vin brulé

Il racconto di Gioele Polastri (3C media Anna Frank) che fa vincere alla scuola una fornitura di libri grazie al contest promosso dalla libreria Potere ai bambini

Generico 2018

Eccolo il testo di Gioele Polastri, alunno della 3C della media Anna Frank di Varese che ha vinto il contest letterario promosso dalla libreria Potere ai bambini e dalla scrittrice Elisa Castiglioni. Un racconto fresco, e di grande immediatezza che ha permesso alla scuola di vincere una fornitura di libri e riempito di orgoglio le insegnanti per “la genuinità riconosciuta dalle libraie e dalla scrittrice in molti dei racconti inviati dai ragazzi della scuola delle Bustecche”, racconta Sara Sansonetti, docente.

In questo tempo sospeso oltre 280 ragazzi di mezza Italia hanno dato forma colore e odori alle loro emozioni per partecipare al concorso, ma il testo di Gioele ha colpito la giuria perché a leggerlo, sembra di vederlo e di conoscerlo Gioele, che la noia la vede viola, come l’unione del blu della notte e di un rosso che rappresenta la vivacità.

Un colore, un ricordo un profumo

La noia è un colore. Ci fa vedere le cose spente, sfocate. Le parole di una canzone molto ascoltata da noi ragazzi negli ultimi mesi dicono: “Non sopporto la noia, stavo sempre in mezzo ai guai… ma cosa fate oggi? Io mi annoio, mi finisco tutta la serie, oppure dormo…”. Il colore dominante della copertina dell’album in cui è inclusa questa canzone è il viola. Ecco! Per me la noia è esattamente il colore viola. Perché le lezioni di arte, fin da bambino, mi hanno insegnato che la tonalità del viola si ottiene mescolando il rosso con il blu. Per me il rosso rappresenta la vivacità, la vitalità e l’amicizia, mentre il blu è l’immagine della notte e del mare profondo. Quindi, se “la notte e il mare “si mescolano alla vivacità, la vitalità si spegne. Tutto diventa sfocato, anche l’amicizia perde luminosità, come in questi giorni di sospensione obbligatoria delle lezioni.
Non avrei immaginato che non andare a scuola sarebbe stato così noioso. Mi mancano i compagni, le loro risate e lo stare in gruppo; addirittura mi mancano i rimproveri dei prof!

La paura invece è un ricordo. È un seme che è dentro di noi da prima che esistessimo, come quella della morte o del CODIV-19, che per la maggior parte della gente sembra l’Apocalisse. A volte è un ricordo che condiziona il modo in cui vediamo le cose.
La paura che mi perseguita in questo particolare momento della mia vita da tredicenne è quella di esporre oralmente durante le interrogazioni a scuola. È come se vedessi una lastra di vetro nero davanti ai miei occhi quando vengo interrogato. Ho paura di sbagliare la terminologia o peggio le risposte e mi sembra di dimenticare tutto…

La gioia infine è un profumo, un odore che ci apre nuove possibilità. Non avevo mai pensato di associare alla gioia un odore, piuttosto l’avrei paragonata a un suono. A questo punto però, scelgo di associarla all’odore del vin brulé fatto in casa da mia nonna. Quello è il profumo che fa pensare all’inverno, alla cioccolata calda e alle vacanze di Natale. È quello della felicità che provo stando in famiglia!

 

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Pubblicato il 07 maggio 2020
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