Franco Pozzi: “La crisi a Porto Ceresio non è un fulmine a ciel sereno”

L'ex assessore spiega il perché delle sue dimissioni che hanno portato allo scoperto le tensioni interne alla maggioranza guidata da Jenny Santi

Primo consiglio comunale a Porto Ceresio

(Franco Pozzi, al centro, con il sindaco Jenny Santi e il vicesindaco Marco Prestifilippo) – Due dimissioni importanti nel giro di pochi giorni, una maggioranza che perde pezzi a un anno dal ritorno alle urne. In molti sono rimasti sorpresi per la situazione che si è verificata a Porto Ceresio, ma per Franco Pozzi, che con le sue dimissioni da assessore a Sicurezza, Manutenzioni e Polizia locale ha portato allo scoperto le tensioni interne alla Giunta, si è trattato di un finale maturato lentamente.

«Nel mio caso di certo non si può parlare di un fulmine a ciel sereno – dice Pozzi –  perché da un anno vivevo una situazione di malessere all’interno del gruppo. Un gruppo che non mi rappresentava più per le scelte amministrative e politiche, dove non venivo ascoltato su molti temi, compresi quelli di competenza del mio assessorato. Ne ho parlato anche con il sindaco, che in questa situazione forse ha meno responsabilità di altri, ma non è cambiato niente. La mia è una scelta ragionata e sofferta».

Una scelta che, spiega Pozzi, non è in alcun modo collegata con le dimissioni, pochi giorni dopo le sue, del vicesindaco Marco Prestifilippo: «Non c’è nessun collegamento, se non appunto una situazione di disagio all’interno del gruppo di maggioranza che, evidentemente, non vivo solo io. Addirittura speravo che la mia uscita potesse in qualche modo ricompattare il gruppo, ma era una speranza vana».

Ma cosa ha fatto scattare questa decisione? «Non c’è stato un unico problema specifico – spiega Franco Pozzi – ma tanti episodi che si sono sommati fino a farmi scegliere di lasciare l’assessorato. Per citarne alcuni il progetto del parco giochi che si porta via 540mila euro del bilancio e che si era detto di ridimensionare, cosa che non è stata fatta. La questione dell’avanzo di bilancio di 640mila euro, che non è un buon segno, perché vuol dire che non si sono fatte tante cose per il paese e dunque non è amministrato bene. E’ più di un anno e mezzo che aspetto il secondo stradino, ma invano. E poi tanti problemi e segnali che raccolgo anche ai cittadini, perché avendo un negozio in paese sono da sempre una specie di ufficio reclami. Di certo non è stata una scelta a cuor leggero quella di lasciare. Sono in Comune dal 2006, per 10 anni come consigliere di minoranza, ora in maggioranza. Ho fatto tanto per il mio paese. Ora mi auguro che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti e che non si arrivi ad un commissariamento, perché sarebbe davvero un peccato a un anno dalle elezioni e con molti progetti ancora da portare a termine».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 giugno 2020
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