Due spettacoli inediti all’ombra del faggio rosso
L'albero monumentale del Parco Mantegazza ispira e fa da sfondo domenica 2 agosto ai nuovi eventi del "Respiro e la maschera"
Domenica 2 agosto la rassegna “Il respiro e la maschera” torna al parco Mantegazza, all’ombra del Castello di Masnago, sotto la folta chioma del grande faggio rosso che ha ispirato altri due racconti teatrali inediti, per bambini e famiglie, di cui sarà la perfetta scenografia. A portarli in scena in una doppia replica alle ore 16.30 e alle 18.30 l’attrice, regista e narratrice Francesca Brusa Pasquè, che propone la storia di “Faggio rosso e Margherita” e la Compagnia Roggero di Gabriella Roggero e Metello Flaganelli, la cui arte rintraccerà il percorso dell’Argenteo filo di seta.
FAGGIO ROSSO E MARGHERITA
Margherita, bambina vivace e sognatrice, coltiva un’amicizia profonda con un amico speciale: un faggio rosso pronto a donarsi, pur di aiutare la piccola a crescere. Tra i due personaggi c’è una relazione di mutuo scambio, di apprendimento e di grande affetto. Margherita, crescendo, avrà bisogno di sostegno e Faggio Rosso, dal canto suo, gioirà costantemente della presenza dell’amica, disposta ad ascoltarlo e a respirare insieme.
Man mano che passano gli anni, Margherita diventerà donna, andrà lontano e vivrà esperienze trasformative che la porteranno a ricongiungersi col suo caro amico albero.
L’ARGENTEO FILO DI SETA
Una nonna racconta: c’era una volta in un piccolo paese immerso in boschi di Gelso una cascina dove si allevavano i bigàt, tessitori di fili argentei di seta. A curarli notte e giorno era Bigiò, una bambina marionetta dai capelli neri che amava fantasticare su quei promettenti batuffoli…
Una fiaba nata avvolgendo memorie e racconti di un tempo passato, da svolgere come un gomitolo di parole. Dall’allevamento dei bachi da seta alle ruote degli esposti, storie di contadini, bebè e balie, in simbiosi con la natura.

Per ogni rappresentazione è previsto un numero massimo di 50 spettatori, con obbligo di prenotazione al 393 3315016 nei giorni compresi tra il giovedì e il sabato precedenti lo spettacolo.
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