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Accanto al fenomeno Scola, sgomita un ottimo De Vico

L'argentino bagna l'esordio in campionato con una "tripla doppia". Bene l'ala monzese, 14 punti pesanti, Ruzzier riscatta il precampionato

Openjobmetis - Germani: 94 - 89

MORSE 6 – Due canestri nel traffico, a sfidare i lunghi bresciani che pregustavano quella “palla sotto” per mangiarsi l’esordiente (in A) lungo biancorosso. Che invece li ha beffati. Peccato che, a buone giocate d’attacco corrispondano anche troppi problemi di falli che lo limitano e di fatto lo tolgono dalla partita.

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SCOLA 8 (IL MIGLIORE) – Per altri giocatori, 23 punti rappresenterebbero “una notte da leoni”, per il totem argentino invece si tratta quasi di un cartellino timbrato in ufficio, al lunedì mattina. Inizia piano, anzi inizia quasi male, poi però aumenta il numero dei colpi e diventa decisivo, pur con le difficoltà dell’attaccare lunghi atipici alla Sacchetti o lunghi-lunghi-lunghi alla Ristic. Quando poi arrivano le statistiche di fine gara, si legge che ai 23 punti ha aggiunto 11 rimbalzi e 10 falli subiti, ovvero una “tripla doppia”, statistica che manda fuori di matto gli americani e che significa che quel signore là, l’amico di Javier Zanetti (di nuovo in parterre), ha ancora una volta dominato la scena. Pardon, domato la Leonessa. MVP anche per i lettori della DirettaVN con il 43% abbondante dei voti

DE NICOLAO 7 – Forziamo un po’ la mano, certo, ma scriviamo che l’esempio del più giovane Denik ha tracciato la strada per il titolare Ruzzier. Giovanni, con la sua faccia tosta e senza alcuna paura, dimostra che la difesa di Brescia si può attaccare anche colpendola nel cuore dell’area colorata: mica male per uno con presenze zero in Serie A al cospetto di gente come Moss e Sacchetti, Burns e Vitali. E poi nell’overtime si inventa un canestro clamoroso, da palla quasi persa, con piede perno da manuale.

JAKOVICS 5,5 – Due punticini, curiosamente quelli del primo sorpasso biancorosso nella ripresa (minuto 28) e qualche ferro di troppo al tiro. Il Bullo gli dà fiducia e lo spende spesso in retroguardia dove la sua risposta c’è, ma nel complesso è autore di una gara un po’ asettica.

RUZZIER 6,5 – Piace nel primo quarto, poi sembra tornare quello della Supercoppa, troppo timido quando c’è da andare a canestro. Brescia inizia a “battezzarlo” e lui per un po’ si spegne, preferendo sempre lo scarico al tiro. Poi però trova due rimbalzi d’attacco che lo convincono a provare la bomba: la tripla va a segno e forse lì prende coraggio. Seguono un paio di rasoiate in area e altre cose buone. Mezzo punto in meno perché manda sul ferro il libero della vittoria a 6” dalla fine (ma è in buona compagnia: vedi Scola…). Iniezione di fiducia.

Supplementare e vittoria: la Openjobmetis comincia con una festa

ANDERSSON 5,5 – I cambi punitivi di Caja non sono del tutto spariti con Bulleri: ne fa le spese l’ala svedese, messa in quintetto ma poi panchinata per lunghissimi tratti di gara tanto da far supporre una ricaduta dal punto di vista fisico (per fortuna, invece, sta bene). Si rivede nel terzo quarto: due errori, una tripla e una bella stoppata. Ma resta un po’ a contorno di una festa che organizzano altri.

STRAUTINS 6,5 – Inizio durissimo, con Crawford che è il primo a prendere le misure dei canestri di Masnago. Per un po’ va e viene dalla panchina, poi – grazie a qualche quintetto sperimentale – sta in campo spesso con De Vico e comincia a fatturare. A rimbalzo innanzitutto (ne arpiona 10, è sempre a smanacciare sotto canestro), ma poi anche nei punti segnati: non è un caso che una sua tripla nell’overtime contribuisca a far saltare il banco.

DE VICO 7,5 – Senza la tripla doppia di Scola, sarebbe lui l’MVP della partita. Mano bollente, ancora di sicurezza quando la OJM non cava un ragno dal buco in attacco. Alla fine sul suo conto ci sono quattro triple a segno, 14 punti, 17 di valutazione, 6 rimbalzi e tanta fatica (ripagata dai risultati) in fase difensiva.

FERRERO 6,5 – Nelle secche iniziali, è uno di quelli che ci mettono coraggio, volontà, ma anche cinque punti che in quel frangente valgono oro. Poi si mette un pelo di lato, ma quando il Bullo lo manda in campo il suo contributo non manca. Cinque falli, ma stavolta non gli tiriamo le orecchie.

DOUGLAS 7 – Alla fine, la vince lui. Palleggia, cincischia, finge di passarla per l’ennesima volta, e poi incendia la retina con due triple decisive nel cuore del supplementare. Prodezze da leader che cancellano qualche trasparenza di troppo seminata nel corso della partita, e anche quella brutta palla persa che stava per riaprire la contesa a favore di Brescia. Però attenzione: ci sono anche 6 assist e 5 rimbalzi in quei 32′ trascorsi sul parquet.

Bulleri: “La nostra reazione il miglior aspetto della partita”

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 27 Settembre 2020
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