Bulgheroni: “Bulleri è la prima scelta. L’esonero di Caja condiviso da tutto il club”

Il consigliere biancorosso, parlando dell'ex coach, spiega: "Non sono minimamente riuscito a incidere sul comportamento di una persona. Decisione spiacevole per tutti"

Massimo Bulleri basket

La presentazione ufficiale di Massimo Bulleri come nuovo tecnico della Openjobmetis è stata preceduta da un breve intervento di Toto Bulgheroni, il “nume tutelare” della Pallacanestro Varese che, più nel concreto, ricopre l’incarico di consigliere di amministrazione con delega all’area tecnica.

Bulgheroni è tornato sull’esonero di Attilio Caja, avvenuto sabato scorso: «La decisione dell’esonero è stata condivisa con il Consiglio e la proprietà della Pallacanestro Varese. È una cosa che personalmente mi è spiaciuta per una sola ragione: quella di non essere stato capace in questi anni di riuscire minimamente a incidere nei comportamenti di una persona. Credo di essermi sempre dimostrato corretto, onesto e di cercare di dare l’esempio con i comportamenti più che con le parole. Le cose sono andate oltre, e per rispetto di tutti è stata presa una decisione che non è piacevole per nessuno. Non intendo tornare ulteriormente su questo argomento».

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Una condivisione di intenti che c’è stata anche nel momento di scegliere il nuovo head coach: «Massimo Bulleri è stata la nostra prima scelta, nonostante i problemi della risoluzione del suo contratto con Ravenna che è stata una cosa non semplice. Se abbiamo risolto in tempi rapidi è per la ferma volontà di Massimo e del suo agente: non è stato facile né piacevole ma ce l’abbiamo fatta».

Bulgheroni ha quindi spiegato: «Parlo di prima scelta per due motivi. Anzitutto per una ragione umana: abbiamo avuto la fortuna di avere Bulleri qui a fine carriera e ha sempre dimostrato serietà, etica professionale e non ho dubbi su di lui. Poi, dal punto di vista tecnico, dico questo: un giocatore dello spessore e della carriera di Massimo che ha deciso di diventare allenatore non può non aver portato con sé gli insegnamenti dei suoi coach come Obradovic, Tanjevic, Messina, D’Antoni, Recalcati e anche Caja, perché no. Se si porta dietro solo qualcosa di questi insegnamenti e li mette in pratica, non penso che la sua sarà una carriera breve. Interpreterà con il suo stile tutto quello che andrà fatto per il bene della squadra e della società: nessuno pensa abbia la bacchetta magica, ci saranno momenti belli e altri meno ma li vivremo con serenità e forza, cercando di ricavare il meglio da vittorie e sconfitte».

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 09 Settembre 2020
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