In piazza nel ricordo di Willy Montero per chiedere pace, diritti e integrazione
La manifestazione nel centro storico di Varese è stata animata da musica tradizionale, popolare e trap, poesie, interventi di artisti e da due mostre fotografiche
Musica, due mostre fotografiche, artisti e poesie hanno animato nella serata di venerdì 11 settembre il centro storico di Varese dove si è svolta la manifestazione “I have a dream”.
Doveva essere una manifestazione dedicata al ricordo dei valori del famoso discorso di Martin Luther King “I have a dream” ma il cambio di data (dal 28 agosto all’11 settembre) ha dato lo spunto per ricordare oltre alla Marcia su Washington per il lavoro e per la libertà, anche i tanti “11 settembre” che hanno afflitto il XX secolo, dal golpe in Cile al massacro di Sabra e Chatila, oltre, ovviamente, alle Torri Gemelle. L’evento è stato dedicato, inoltre, alla memoria di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni ucciso a calci e pugni davanti un pub di Colleferro.
Oltre al discorso di Martin Luther King letto dall’attore Giovanni Ardemagni, la manifestazione è stata animata da musica tradizionale, popolare e trap, poesie, interventi di artisti e da due mostre fotografiche.
«Abbiamo cercato di sintetizzare quello che dovrebbe essere il cammino dell’umanità, una festa gioiosa, non violenta e colorata – dice il promotore della manifestazione Giuseppe Musolino dell’associazione Un’altra storia – tutto il contrario di quello che troppo spesso succede nel nostro Paese, dove assistiamo ad una recrudescenza di atti di violenza, soprusi, ingiustizie e abusi di potere»
Abortito il tentativo di farsi notare dei soliti noti di estrema destra, che si sono brevemente affacciati sulla piazza, subito respinti dal cordone di sicurezza della Polizia.
«Forse volevano rubare la scena – commenta Musolino – ma la Polizia è immediatamente intervenuta e non è successo niente. Una visita indesiderata che rende ancora più evidente quanto sia necessario prendere coscienza del fatto che il fascismo di ritorno purtroppo c’è, e il popolo si deve far sentire per respingere questi rigurgiti, ma occorre anche che lo si persegua come previsto dalla legge. Mai minimizzare, ma di certo questi personaggi non solo non ci fermano, ma aumentano le nostre energie».
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