Bertolaso: “A Viggiù vaccineremo prima i frontalieri”, ma Ats dice un’altra cosa

L'annuncio dato questa mattina dal responsabile della campagna vaccinale di Regione Lombardia non trova riscontro nel comunicato diffuso nel pomeriggio da Ats Insubria

Frontalieri

A Viggiù saranno vaccinati con priorità i lavoratori frontalieri.

Lo ha detto questa mattina il responsabile della campagna vaccinale della Lombardia Guido Bertolaso durante la conferenza stampa di presentazione del Piano regionale dei vaccini con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la vicepresidente Letizia Moratti, l’assessore alla Protezione civile Pietro Foroni.

Bertolaso ha spiegato che per le diverse aree attualmente in zona rossa sono state individuate diverse strategie, legate alla situazione territoriale, all’incidenza dei casi e all’andamento dell’epidemia. Dunque, fatte salve le tempistiche per le categorie a rischio già individuate, a partire dagli anziani over 80, saranno introdotte categorie a rischio specifiche per ciascun territorio.

Per Viggiù la Regione ha individuato nei lavoratori frontalieri una delle categorie più critiche per quanto riguarda la diffusione del contagio. A Bollate, invece, sono state individuate le scuole come punto “caldo” e dunque verranno inseriti gli insegnanti nelle categorie a cui somministrare la vaccinazione con priorità.

Una strategia di mitigazione, agendo su zone circoscritte per far sì che il virus non esca da queste zone, e di contenimento andando a vaccinare le categorie più sensibili.

Nel pomeriggio è arrivato però il comunicato stampa di Ats Insubria che illustra le tappe previste per il piano di vaccinazioni a Viggiù, che disegna un percorso decisamente diverso.

«L’intera popolazione maggiorenne residente nel Comune di Viggiù sarà sottoposta a vaccinazione anti-covid – scrive Ats – Il Comune della provincia di Varese è stato inserito con l’ordinanza dello scorso 16 febbraio tra le “zone rosse” a causa del tasso d’incidenza registrato dovuto alla diffusione di varianti del virus SARS-Cov2. ATS Insubria ha immediatamente messo in capo azioni straordinarie di prevenzione dando avvio, con la collaborazione delle ASST, ad uno screening di massa con tampone molecolare, così da isolare tempestivamente i casi positivi e fermare la diffusione del contagio. A seguito delle valutazioni effettuate con Regione Lombardia, è stata definita una specifica strategia vaccinale, che tiene in considerazione la particolare collocazione geografica di prossimità con la Svizzera e l’alta presenza di frontalieri che possono entrare più facilmente in contatto con varianti del virus».

Contrariamente a quanto detto da Bertolaso, nella nota di Ats i frontalieri non sembrano avere una priorità in quanto tali, ma solo in quanto facenti parte della categoria 18-65 anni, che verrà vaccinata “in toto”, dopo gli over 80 e la fascia 66-79 anni: «La somministrazione del vaccino anti-covid nel comune di Viggiù prenderà avvio nei prossimi giorni . scrive ancora Ats – Saranno convocati gli over 80, poi, a seguire la fascia da 66 a 79 anni e successivamente i soggetti tra 18 e 65 anni. Caratteristica peculiare della strategia vaccinale per quest’area è proprio l’estensione alla fascia di popolazione attiva dai 18 ai 65 anni. Questo target è costituito da una rilevante percentuale di frontalieri e l’inclusione di questa categoria rientra quindi in una azione di sanità pubblica volta a contrastare la diffusione delle varianti. L’obiettivo è ampliare la platea dei soggetti immunizzati e proteggere i cittadini più fragili che, per ragioni cliniche, non possono essere sottoposti a vaccinazione».

Sono in corso di definizione gli aspetti organizzativi e le modalità di adesione per i cittadini nella fascia di età 18-79, che verranno resi noti con successiva comunicazione anche attraverso il portale di Ats Insubria.

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Pubblicato il 24 Febbraio 2021
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