Cuore osservato speciale dopo il Covid19: al Centro Beccaria un ambulatorio dedicato a chi è stato positivo

Si parla di “long covid” per indicare una condizione in cui le sequele dell’infezione permangono a lungo dopo la risoluzione della fase acuta. Un controllo approfondito con esami e visita permette di chiarire la situazione

Centro polispecialistico beccaria

Si conosce ancora molto poco di questo virus. Il SarCoV-2, arrivato un anno fa, ha lanciato la sfida al mondo intero. La comunità scientifica si interroga sul suo modo di manifestarsi, come innesca reazioni pesanti o passa silenzioso da un ospite all’altro. In questi lunghi e difficili mesi, sono tanti gli studi clinici avviati che propongono sempre elementi nuovi o diversi.

È stato accertato che il cuore può rimanere coinvolto più o meno pesantemente nell’infezione.
Palpitazioni, affaticamento, dolore al torace, stanchezza sono sintomi ricorrenti in chi è stato contagiato dal virus: «Quello che stiamo verificando – spiega la dottoressa Stefania Cataldo – è che si possono rilevare conseguenze anche in chi ha superato senza particolari difficoltà la fase acuta…paradossalmente l’invito è rivolto proprio a loro».

Alla luce dei progressi scientifici e del dibattito internazionale, la cardiologa, dottoressa Stefania Cataldo, ha avviato al Centro Beccaria un ambulatorio dedicato agli ex pazienti Covid: «La proposta prevede un percorso diagnostico attraverso una serie di esami e una visita specialistica. I fenomeni rilevati possono essere lo strascico dell’infezione, una sintomatologia collegata alla convalescenza che regredisce con il tempo. Può accadere però che si presentino dei quadri clinici più complessi che meritano di essere individuati e curati».

Aritmie, quadri di infiammazione del muscolo cardiaco noti come miocardite, disfunzione del ventricolo destro o sindromi coronariche richiedono attenzione: «Stiamo parlando di un virus nuovissimo, di cui non sappiamo molto. Chissà se, a distanza di anni, quelle piccole conseguenze rilevate oggi porteranno all’insorgenza di una patologia cardiaca più grave. Ora non siamo in condizioni di prevedere nulla. Ecco perché è consigliabile affidarsi a uno specialista per monitorare la situazione e avviare eventuali percorsi diagnostici multidisciplinari».

Al centro Polispecialistico Beccaria, il percorso di indagine è costituito da una fase diagnostica con esami ematici, elettrocardiogramma, ecocardiografia e da una di visita specialistica cardiologica: «La comunità scientifica ha potuto verificare – sottolinea la cardiologa – che il virus può lasciar traccia del suo passaggio, anche in quanti superano la positività senza o con pochi sintomi. Sottovalutare l’infezione non è consigliabile: meglio avere una fotografia dello stato di salute del nostro cuore prima di ributtarsi nella quotidianità. Mi riferisco soprattutto ai giovani adulti, magari sportivi, che tornano a praticare attività fisica. Nel caso di fiato corto, stanchezza persistente, palpitazioni o dolore toracico è opportuno indagare mentre si lascia che l’organismo si riprenda dalla fase acuta, prima di riprendere l’attività fisica».

I dati disponibili in letteratura mostrano che il coinvolgimento del cuore, durante l’infezione acuta, è più frequente di quanto si possa immaginare, anche in caso di forme asintomatiche o lievi. Anomalie ecografiche sono state riscontrate nel 22-55% dei pazienti, valutati sia tra i degenti ospedalieri sia tra quanti sono stati curati al domicilio.

Uno screening a chi ha contratto l’infezione, indipendentemente dalla severità del quadro clinico, permette di accertare lo stato di salute del cuore così da riprendere con serenità la propria attività, soprattutto sportiva.

Una volta superata l’infezione da Covid, dunque, in presenza di sintomi come fiato corto, affaticamento o dolori toracici è bene rivolgersi al proprio medico curante e programmare una visita completa. Il centro Beccaria propone prima gli esami ematici e diagnostici e poi la visita specialistica accurata: «Parliamo delle conseguenze del “long covid” una condizione in cui le sequele dell’infezione permangono a lungo dopo la risoluzione della fase acuta. Molti pazienti riportano palpitazioni, affaticamento, dispnea e dolce toracico. Indipendentemente dalla severità del quadro clinico, dunque, la raccomandazione è quella di non sottovalutare i segnali che il nostro corpo ci manda, anche quelli più lievi».

Il Centro Polispecialistico Beccaria ha avviato un ambulatorio dedicato alla valutazione post Covid attivo da oggi, 11 febbraio.

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Febbraio 2021
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