Tradate-Cile, dai telescopi di Paranal la scienziata varesina Chiara Mazzucchelli ospite del Gat

Lunedì 8 marzo, alle 21, omaggio del Gat alle donne scienziate in collegamento con Chiara Mazzucchelli, astrofisica di Cassano Magnago, responsabile di due dei telescopi più importanti al mondo

Generica 2020

C’è grande attesa per la prima conferenza  online trans-oceanica, organizzata dal Gat – Gruppo astronomico tradatese per  lunedì 8 marzo.

La conferenza, in programma alle 21 con accesso come sempre libero a tutti dal sito del Gat vedrà come ospite la dottoressa Chiara Mazzucchelli, che lavora in Cile  per l’Eso (European Southern Observatory) dal 2018.

“Le mie notti a Paranal” è il titolo della conferenza e sarà molto interessante anche seguire il percorso che ha portato la scienziata dalla nativa provincia di Varese a lavorare sul più importante importante osservatorio astronomico mondiale.

Nativa di Cassano Magnago ed appassionata di astronomia fin dalla prima infanzia, Chara Mazzucchelli si è laureata in astrofisica a Milano nel 2014 con una tesi  sui quasar, ossia sui buchi neri supermassicci situati nel nucleo di galassie lontanissime. Ha poi conseguito il dottorato in Germania, presso il famoso Max Plank Institute  di Monaco.  Successivamente ha vinto  un concorso Eso  che l’ha portata due anni fa in Cile a lavorare sul complesso di quattro telescopi  da  8,5 metri sul Cerro Paranal.

Chiara è tra i responsabili  della conduzione di due dei quattro mega-telescopi di Paranal: UT-1 e UT-2. Nel contempo può utilizzare su UT-1 il formidabile spettrografo KMOS (capace di puntare fino a 24 galassie lontanissime contemporaneamente) per i suoi studi  sui quasar lontanissimi. Con risultati  che stanno decisamente   gettando “scompiglio” nelle moderne teorie cosmologiche.  Recentissima è la scoperta di un quasar  ad una distanza temporale di “soli” 670 milioni di anni dopo il Big Bang, l’origine dell’ Universo avvenuta, secondo le teorie correnti 13,7 miliardi di anni fa. Il problema è che, sempre secondo le teorie più accreditate, nulla dovrebbe aver avuto il tempo di formarsi in epoca così giovane dopo il Big Bang.

Questa scoperta fa seguito ad un’altra ancora più sorprendente, quella di un’antichissima nube galattica vista in controluce, grazie ad un quasar presente sullo sfondo, così antica che la sua luce ha impiegato poco meno di 13 miliardi di anni per giungere fino a noi. Questo significa che ne stiamo osservando la composizione chimica che aveva quando l’età dell’universo ammontava ad appena 850 milioni di anni. Il fatto è che  la sua composizione chimica mostra tracce di elementi, quali per esempio il carbonio, prodotti dalle stelle massicce poi esplose come supernove. Ciò implica che, a 850 milioni di anni dal Big Bang, c’erano stelle che non solo erano già nate,  ma addirittura erano già morte. Tutto bene, se non fosse che le supernove che producono gli elementi osservati nella nube  sono l’ultimo atto della vita di stelle che hanno, in media, un miliardo di anni, quindi dovrebbero essere nate quando l’Universo non c’era ancora.

Scoperte e problemi di grandioso interesse cosmologico, sui quali la  dottoressa Mazzucchelli farà una disamina diretta. Nel contempo, però,  racconterà come si svolge la sua  fantastica esperienza alla guida  dei grandi  telescopi di Paranal.  Una serata imperdibile, tra le più suggestive organizzate dal Gat in questi ultimi anni.

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Pubblicato il 04 Marzo 2021
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